Un essere umano è solo respiro e ombra (Sofocle)


Mi sono persa l’alba, poco importa, il cielo é nuvoloso e rende l’aria ancora più afosa. Saluto le mie piante sul balcone, controllo la crescita dei limoni cercandoli tra le foglie che accarezzo come sempre. Adoro che la loro essenza mi rimanga sui polpastrelli delle dita. Non so quanti minuti siano passati dalla mia prima occhiata al cielo, pochissimi, lo guardo e tutto è improvvisamente cambiato, lembi di sereno si stanno facendo spazio tra cumuli di nuvole con sfumature rosate donate dal sole che si sta facendo spazio tra loro. L’ennesima lezione sull’impermanenza, che tutto cambia, a volte anche repentinamente. Mi preparo per la meditazione, sedendomi davanti al muro, raccogliendo le mie mani in grembo in quella che viene chiamata Dhyāna Mudra che favorisce la calma mentale, la concentrazione e il respiro. Non è facile lasciar scorrere i pensieri che riempiono la mente, far sì che non vadano oltre un semplice passaggio senza senso. Mi concentro sul respiro ed è una sensazione bellissima. Ciò che mi passa ora per la mente è un qualcosa di sempre più sbiadito che non mina la mia concentrazione.

Passano i minuti senza che me ne accorga, la meditazione è per me è un momento di raccoglimento intimo con il mio corpo. Improvvisamente il sole alle mie spalle si è alzato e il muro che ho di fronte ora riflette la mia ombra e mi porta a una riflessione. Alzandomi dalla meditazione, non lascio lì la concentrazione sul respiro, la porto con me per tutta la giornata finché non mi addormento la sera. L’attenzione al respiro accresce la mia consapevolezza in tutto ciò che faccio, mi dona serenità, mi fa apprezzare maggiormente ogni gesto che faccio e ricevo, mi fa percepire gli odori della Terra come se nutrissero l’aria che respiro, facendomi assaporare tutto della vita e non solo le sue gioie, perché è proprio nei momenti più difficili che ti accorgi quanto sia terapeutico ascoltare il respiro. Come un alito di vento, il respiro spazza via tutti i pensieri negativi proiettati a un domani di cui non vi è certezza, perché tutto cambia come insegna l’impermanenza. L’atto di respirare non è solo far entrare aria nei polmoni, è il tutto e a suo confronto noi esseri umani siamo ombre, come recita la citazione di Sofocle che ho scelto come titolo di questo mio scritto. Desidero terminare con una bellissima poesia, scritta da una Monaca buddhista inglese che nel 1986 è diventata discepola del Maestro Thich Nhat Hanh, che è una sorta d’invito a donare sempre attenzione al semplice ma vitale atto del respiro:

RESPIRA
Respira e sai che sei vivo.
Respira e sai che tutto ti aiuta.
Respira e sai di essere il mondo.
Respira e sai che pure il fiore respira.
Respira per te stesso e respiri per il mondo.
Inspira compassione ed espira gioia.
Respira e sii uno con l’aria che respiri.
Respira e sii uno col fiume che scorre.
Respira e sii uno con la terra che calpesti.
Respira e sii uno col fuoco che arde.
Respira e interrompi il pensiero di nascita e morte.
Respira e vedi che l’impermanenza è vita.
Respira per la gioia di essere stabile e calmo.
Respira per il dolore che scivola via.
Respira per rinnovare ogni cellula del tuo sangue.
Respira per rinnovare le profondità della coscienza.
Respira e prendi dimora nel qui e ora.
Respira e ciò che tocchi sarà nuovo e reale.
Annabel Laity

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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