Sedendo quietamente senza fare nulla, la primavera giunge e l’erba cresce da sé (Zenrin Kushu)


Benvenuta primavera! Quest’anno é arrivata con un giorno di anticipo rispetto al canonico 21 marzo, quando inizia il Grado Zero dello zodiaco, ovvero il principio di un nuovo ciclo con il segno dell’Ariete.
L’Equinozio, dal latino aequus nox, ha un sapore magico, è il perfetto equilibrio tra la luce e il buio, il giorno e la notte, quello primaverile è l’inizio del semestre più luminoso dell’anno e celebra il ritorno della bella stagione.
Per gli antichi persiani era l’inizio di un nuovo anno, per i Druidi, sacerdoti Celti, era la festa di Alban Eiler, Luce della Terra per la posizione del sole sopra l’equatore celeste.
Nei paesi nordici si festeggiava la dea Oestara, che a seguito della diffusione del cristianesimo questo nome venne associato alla Pasqua, dando origine al nome di questa festività che divenne Ostern per i popoli di lingua tedesca.
Nelle terre anglosassoni la dea della primavera era Eostre, simboleggiata dall’uovo e patrona della fertilità e dal suo nome ebbe origine alla parola Easter per la Pasqua.
E con l’arrivo di questa stagione è tempo delle tradizionali pulizie di primavera che hanno origini ebraiche, ovvero le pulizie di Pesach, l’importante festività della durata di sette giorni, nei quali vige il divieto di possedere e mangiare prodotti lievitati e che celebra la ritrovata libertà del popolo ebraico dalla schiavitù egiziana.
Gli ebrei devono quindi eliminare dalla casa ogni sostanza lievitata, anche le briciole, prima che iniziano queste celebrazioni, facendo una pulizia scrupolosa partendo dalle stanze in cui è meno probabile trovare tracce di prodotti contenenti lievito fino ad arrivare alla sala pranzo e alla cucina, alla quale spetta una cura più minuziosa.
Prendendo spunto della natura che rinasce, voglio mettere in atto anche una pulizia di quei fardelli che hanno in qualche modo avuto un peso nella mia quotidianità, spazzando via tutto il vecchio e aprendo le porte a nuove sane abitudini, una sorta di rinascita personale.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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