Se la mia anima fosse una pellicola fotografica avrebbe il massimo della sensibilità, ISO 6400, sia in senso metaforico e per farmi movere liberamente in tutte in condizioni di luce, dall’alba al tramonto fino all’imbrunire e in ogni condizione atmosferica.
E’ un fardello pesante quello della sensibilità. Sono anni che ho imparato a portarlo senza peso, al punto che ora ne vado fiera e non lo cambierei per nulla al mondo. Le sensazioni che prova un’animo sensibile sono bellissime, spesso difficili da spiegare e bastano pochi momenti e piccole cose per renderci felici.
Siamo individui che sappiamo ritagliarci momenti magici nella solitudine, apprezzando il silenzio, i colori, le melodie ed i ritmi della natura, amiamo gli animali, le emozioni e siamo sempre pronti ad aiutare il prossimo, facendoci spesso carico delle sofferenze altrui.
Potrà sembrare strano, ma le persone sensibili riconoscono i loro simili grazie ad un sesto senso, instaurando un rapporto speciale che talvolta va oltre l’amicizia, una sorta di mutua complicità.
Quella complicità che ci fa emozionare per un cucciolo con la sua mamma, per un film, per un fiore, i colori dell’autunno o il risvegliarsi della natura in primavera. Siamo bravi ad andare a cercare le emozioni, come l’alba e il tramonto, scenari preferiti di chi “soffre” di sensibilità.
Noi animi sensibili siamo anche dei grandi sognatori, prerogativa penso imprescindibile di questo sentimento. Mi piace inseguire sogni, vagare con la fantasia guardando le nubi che si muovono nel cielo o semplicemente accarezzando il mio gatto, esserino magico che con le sue fusa mi fa volare lontano dalla realtà per poi ritornare con i piedi per terra in uno stato di beatitudine.
Anche la musica ha un fascino particolare per chi è sensibile, facendo riaffiorare ricordi del passato e ci accompagna nel presente con melodie che scaldano il cuore o ci travolgono di energia positiva.
Potrò sbagliarmi, ma molte persone sensibili sono anche appassionati di quella fotografia che non cerca gratificazione. Scattiamo di getto senza dare troppo importanza alla tecnica, inquadrando con gli occhi del cuore, ottenendo immagini che solo i loro simili apprezzano in toto e riescono a percepire quelle sfumature che gli occhi non vedono, scatti che arrivano dritto all’anima.
Penso che la sensibilità sia un sentimento che si affina con gli anni e raggiunga l’apice dopo i fatidici anta, quando, per esperienza, impari che sono le piccole cose a regalarti le emozioni più grandi, ma è altrettanto vero che deve trovare comunque un terreno fertile per crescere, quel terreno che ognuno deve scegliere se coltivare o meno. Il mio ormai è un giardino fiorito e sono felice che sia così.
Emanuela Trevisan Ghiringhelli


Lascia un commento