Benvenuto Febbraio!


Stamane all’alba ti sei presentato con uno splendido sole che illuminava i monti svizzeri innevati all’orizzonte e già dal tardo pomeriggio la Luna piena della Neve illuminerà il tuo cielo se rimarrà sereno.
Te l’avevo mai detto che sei il mio mese preferito? Mi hai dato i natali, con i tuoi 28 giorni sei l’eterno bambino del calendario, le giornate si allungano sempre più e nell’aria inizia a sentirsi il profumo di primavera.
Qualcuno ti ha già raccontato la tua storia? Il tuo nome deriva da februare, che ti venne dato in tempi antichissimi in onore del dio etrusco Februus e della dea romana Febris e dal significato “purificante”, in quanto nel calendario romano eri l’ultimo mese dell’anno quando si celebravano riti di purificazione di corpo e spirito per prepararsi all’anno nuovo, riti che culminavano il giorno 14 con la festività di Februalia nella quale si chiedeva protezione alle divinità.
Il cristianesimo rimpiazzò questo culto con Santa Febronia, ricorrenza spostata in seguito al 25 giugno e lasciando spazio a San Valentino per celebrare la “febbre d’amore”.
I romani consideravano l’inverno un periodo senza mesi e fu Numa Pompilio, nel 700 a.C., a inserirti assieme a gennaio per adattare il calendario all’anno solare. In origine avevi 29 giorni (30 in un anno bisestile), finché l’imperatore Augusto ti tolse un giorno per aggiungerlo ad Agosto, mese in suo nome e per eguagliarlo a Luglio dedicato a Giulio Cesare.
Nel tuo piccolo sei ricco di celebrazioni. A partire da domani con la Candelora, festività dalle origini pagane (Lupercalia ai tempi dei romani) e celtiche (Imbolc) dedicate alla purificazione con rituali dei fuoco e per celebrare la fine dell’inverno, il ritorno alla luce e alla fertilità della terra, che in seguito la Chiesa cristianizzò nel culto di Gesù “luce del mondo” e facendola diventare la festa delle candele.
Il terzo giorno è dedicato a San Biagio, protettore della gola secondo un’antica leggenda che narra di Biagio, medico e vescovo vissuto nel III secolo. Mentre veniva condotto al martirio, fu fermato da una madre disperata per suo figlio che stava soffocando a causa di una spina di pesce conficcata in gola. Biagio, sprovvisto di strumenti medici, prese un pezzo di pane, lo benedisse e lo fece ingoiare al bambino, che si liberò dalla spina, salvandosi. Secondo un’antica tradizione contadina lombarda, far colazione la mattina del 3 febbraio con l’ultimo pezzo di panettone rimasto dalle feste natalizie preservi dai malanni della gola.
Ma tua giornata più dolce, colma di cuori, è sicuramente San Valentino, la festa degli innamorati!
Solo in questi giorni ho scoperto che dal 2011 sei il mese della scrittura di haiku, ovvero il
National Haiku Writing Month, con l’acronimo NaHaiWriMo, istituito dal poeta e scrittore statunitense Michael Dylan Welch, compositore di haiku dal 1976. Sei il mese più corto, degno rappresentante delle poesie più brevi del mondo composte da 5-7-5 sillabe, quindi perché non lasciare la sfida di comporre un haiku al giorno per tutto il mese, abituandoci a un momento quotidiano di osservazione dei cambiamenti stagionali, catturandone quelle sfumature spesso sfuggenti nello spirito più profondo dello zen.
Non ti prometto di scriverne uno al giorno da dedicarti, non sono portata per le poesie, ci provo a salutarti con il mio primo haiku:

Brina sui campi
canta il pettirosso
sboccia un fiore

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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