Molte sono le cose mirabili, ma nessuna è più mirabile dell’uomo (Sofocle)


La citazione del drammaturgo greco, tratta dalla tragedia di Antigone, scritta nel 442 a.c., mi ha portato a fare delle riflessioni. Quasi 2500 anni or sono, Sofocle celebrava la grandezza, l’intelligenza e l’ingegnosità dell’uomo in un secolo in cui l’Antica Grecia stava vivendo un periodo di sviluppo culturale e politico, Roma stava espandendo il proprio dominio in Italia ed i Celti, dalla ricca cultura artigianale e religiosa politeista, si insediarono nella Pianura Padana, fondando per mano della tribù degli Insubri il’insediamento di Medhelan attorno al 590 a.C. nel luogo in cui in oggi, approssimativamente, sorge piazza della Scala e che in seguito i Romani chiamarono Mediolanum. 
Come dare torto a Sofocle. A quei tempi l’uomo fece grandi cose, dimostrò davvero la sua grandezza, ma penso che la sua escalation nei secoli abbia prodotto molti, troppi effetti negativi. La voglia di supremazia sui popoli, causa di molte guerre, l’intolleranza religiosa che oltre a generare forme di persecuzione, in certi contesti ha minato la libertà di culto.
Il pianeta Terra sta lentamente morendo per mano dell’uomo a causa dell’inquinamento, deforestazione e perdita di biodiversità. Vengono uccisi animali, ormai a rischio estinzione, per il sol gusto di cacciare e esibire trofei. Gli oceani sono colmi di plastica e altri rifiuti terrestri smaltiti impropriamente che danneggiano l’habitat marino. E tutto questo sempre per mano di quell’uomo che non ha ancora capito che non può vivere senza la natura, mentre la natura può vivere senza l’uomo, ponendo l’umanità in una sorta di conflittualità tra progresso e regresso.
Vorrei tanto essere positiva e sperare in un’inversione di rotta, che la gente si parlasse anziché affidare i propri sentimenti ai social, avesse più rispetto della natura e dimostrasse gratitudine, ponesse fine all’insaziabile desidero di possedere oggetti ed inseguire la ricchezza e status symbol, come se queste fossero le chiavi della felicità.
Sicuramente la mia è una mera un’utopia, anche se renderebbe migliore la vita di tutti.

“Vivere con gratitudine per il semplice fatto di esistere, di essere parte di un mondo in continuo divenire, senza voler possedere nulla di più. Questo atteggiamento ci libera dalla paura di perdere ciò che pensiamo di possedere, e ci permette di vivere in modo più aperto e autentico, senza il peso dell’attaccamento. Quando smettiamo di vivere in funzione del desiderio di accumulare, possiamo davvero godere delle piccole cose, scoprire la bellezza nella semplicità di vivere una vita più piena e soddisfatta.”
(Maestro Tetsugen Serra – Principi zen per la vita quotidiana e la ricerca spirituale)

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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