Con l’inspirazione e l’espirazione, il nostro respiro consapevole, cominciamo a riordinare la nostra casa (Thich Nhat Hanh)


Notte insonne, mi alzo molto prima del solito, riposata e carica come se avessi dormito otto ore.
Anche se è molto presto, inizio la mia giornata con la mia ricca colazione: un bicchiere di acqua quasi calda con il succo di un limone, yogurt bianco magro con pera e gherigli di noci (una bontà!), infine una tazza di latte d’avena integrale bio con un ricco müsli biologico, il tutto senza zucchero, che ho cancellato da anni dalla mia dieta. Gusto tutto con calma, grata alla natura per tutti gli ingredienti che mi stanno sfamando e a chi ha lavorato affinché arrivassero sulla mia tavola.
Mi dedico a sbrigare un pò di corrispondenza, un lavoro che mi permette di stare al buio e non accendere inutilmente la luce. Non appena inizia ad albeggiare, esco sul balcone ad ammirare il cielo, una pratica mattutina a cui non posso rinunciare. Non ci sono sfumature rosate da immortalare e allegare al mio buongiorno a Giusy e Lea, che come me amano i cieli, stamane è plumbeo, ma lo fotografo ugualmente. Rimango qualche minuto ad osservarlo mentre cade la pioggia, inspirando ed espirando lentamente, una pratica che sto imparando ad applicare a tutte le mie attività. M’immagino cosa c’è dietro quella fitta coltre di nuvole: il sole che sta per sorgere, la luna gibbosa calante e le stelle. Il magnifico firmamento invisibile ai miei occhi, nascosto, ma c’è!
Come mi sta cambiando ulteriormente la pratica Zen e gli studi. Qualsiasi lettura è un prezioso insegnamento che mi sorge spontaneo di mettere in pratica. Così pure la saggezza dei Maestri Buddhisti Zen commentata e spiegata con molta maestria e empatia dal Maestro Doryu Cappelli del Centro Zen Anshin nei Dharma Talk del venerdì sera. Sono grata di far parte, anche se solo a distanza in collegamento Zoom, del magnifico Sangha del centro Zen di Trastevere dei Maestri Gyoetsu e Doryu.
Gli insegnamenti mi hanno portato in modo naturale, quasi prendendomi per mano, ad essere ordinata, cosa che non è riuscita a Fulvio in quasi 45 anni di matrimonio. Lo ammetto, sono sempre stata una disordinata cronica un pò per via dell’ordine maniacale di mia madre che voleva inculcarmi, con il suo modo di riporre nelle buste di plastica tutti i capi di abbigliamento, sia che venissero appesi o riposti su scaffali o nei cassetti. Anche quando la nostra convivenza era terminata, ormai il disordine era radicato nel mio DNA e cos’ è rimasto nonostante l’impegno di Fulvio in questo quasi mezzo secolo di riportarmi sulla retta via dell’ordine. Lo Zen mi ha insegnato a rispettare anche le cose presenti in casa e che servono alla nostra quotidianità, quindi anche l’abbigliamento che giustamente sto riponendo in modo del tutto naturale con ordine in qualsiasi momento della giornata. Sorrido stupefatta di me stessa anche quando sbuccio la frutta: raccolgo ordinatamente le bucce e così anche gli scarti delle verdure, che altrettanto ordinatamente sistemo nel bidoncino dell’umido della raccolta differenziata. Una forma di rispetto per il cibo che ogni giorno ci sfama.
La consapevolezza sta prendendo il sopravvento in me e questo mi riempie di gioia.
E con questa considerazione, mi congedo con il quarto haiku del mese:

Cielo plumbeo
dietro il firmamento
suona un flauto

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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