La vita è lo strumento con il quale sperimentiamo la verità (Thich Nhat Hanh)


Quanto mi piacerebbe che il tempo fosse scandito dal ciclo della natura come l’antico calendario lunisolare celtico di Coligny, inciso su bronzo e datato II secolo d.C.
Basato sui cigli della luna e del sole, era suddiviso in dodici mesi con un tredicesimo che veniva inserito periodicamente per sincronizzare i cicli lunari con le stagioni solari, conferendo una particolare importanza ai solstizi e equinozi.
Stando a questo antico calendario, oggi in occasione del novilunio, avrebbe inizio l’ultimo mese dell’anno che terminerà il 30 ottobre e chiamato Cantlos, noto anche come il mese dell’Edera, che non solo rappresenta il passaggio dall’estate all’autunno, ma secondo l’alchimia celtica rappresenta un momento di trasformazione interiore.
Anche l’edera, simbolo di Cantlos, nel mondo celtico era considerata sacra per la peculiarità di rimanere verde anche in inverno, rappresentando quindi la vita che persevera oltre la morte e la forza che tiene testa al declino, dualità che incarnano il suo significato alchemico.
Anche se le chiome degli alberi mantengono ancora le sembianze estive, domani celebreremo l’equinozio d’autunno, la stagione che ho imparato ad amare solo da pochi anni, da quando sono andata in pensione. Per me è una sorta di rituale di gratitudine per tutto quanto la natura mi ha mostrato in primavera ed estate, per i suoi frutti e soprattutto per gli insegnamenti che mi ha dato, facendomi crescere spiritualmente.
Ho imparato ad amare le giornate che si accorciano, il buio e i suoi silenzi, la temperatura che cambia, i colori dell’autunno e le foglie che cadono, un insegnamento a lasciare andare ciò che ormai ha fatto il suo corso ed accettando il lungo periodo di riposo della natura in attesa della transizione di rinascita.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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