Come è bello l’autunno quando sta per tendere la mano all’inverno. Gli alberi sono ormai spogli, l’aria si è fatta fredda, con la brina mattutina sui tetti e la prima neve che si è già fatta vedere.
Anche i cieli hanno un fascino particolare, mi ricordano le evanescenze di Monet, soprattuto al tramonto, quando i colori sono sfumati da una leggera foschia.
Spesso durante il giorno le nuvole hanno tinte cupe, ma non mi trasmettono tristezza, tutt’altro.
Questi cieli autunnali addolciscono anche le forme del paesaggio, sono una calamita per i miei occhi, non smetterei mai di guardarli.


Mi stupiscono per i repentini cambiamenti. Talvolta aspetto un tramonto che non ci sarà, o le nuvole grigie, foriere di piaggia, si dissolvono a poco a poco lasciando spazio alle stelle nella notte, che paiono ancora più splendenti nel freddo pungente.
Il cielo, come le stagioni, m’insegna ad accettare ed apprezzare l’impermanenza, che sa donare momenti di estasi ammirando come tutto muta in poco tempo, attimi che mi lasciano una profonda sensazione di serenità e che non devo cercare lontano. Mi basta uscire sui terrazzi ed alzare gli occhi nel cielo di Azzate per volare.
Emanuela Trevisan Ghiringhelli


Lascia un commento