Non capita spesso che la città di Varese tenga a battesimo un evento documentaristico d’interesse nazionale e non solo, che può toccare le corde dell’anima anche di chi al di fuori dagli italici confini ama gli sport invernali e la loro storia. Ieri sera presso la Sala Montanari si è tenuta la presentazione e la proiezione in anteprima nazionale del docufilm dedicato alle Olimpiadi Invernali italiane, 70 anni di storia a partire da Cortina 1956 e Torino 2006 che sfociano nella designazione di Milano-Cortina 2026 e la presentazione dell’evento che entrerà nelle case di appassionati di tutto il mondo da domani, venerdì 6 febbraio. Neve, Ghiaccio e Gloria, questo è il titolo del docufilm per la regia di Paolo Geremei, è prodotto da Art FK Produzioni di cui fa parte Massimiliano Comparin, in collaborazione con Rai Documentari ed è proprio grazie alla presenza nella produzione di colui che è anche il regista del nuovo spot Suzuki che andrà in onda durante le Olimpiadi Invernali, dove vedremo danzare sul ghiaccio la grande Carolina Kostner insieme alla nuova Suzuki Swift 4WD, che il docufilm è legato a Varese da un indissolubile filrouge. La proiezione è stata preceduta da una carrellata di ricordi legati soprattutto al nostro pala ghiaccio e alla grande ed emozionante partecipazione del pubblico al passaggio della fiamma olimpica, nonché all’accensione del braciere ai Giardini Estensi, partecipazione confermata anche ieri a Gallarate e Busto Arsizio. Gli interventi dell’Assessore allo Sport del Comune di Varese Stefano Malerba, del Presidente della Provincia Marco Magrini, di Matteo Cesarini di Varese Sport Commission e di Massimiliano Comparin della Art FK Produzioni, moderati dall’impareggiabile Matteo Inzaghi di Rete 55, hanno sottolineato anche l’impegno varesino nella sicurezza di quello che sarà un luogo cruciale nei giorni delle Olimpiadi, ovvero l’aeroporto di Malpensa.

Non so perché, ma già dall’inizio della proiezione di Neve, Ghiaccio e Gloria, istintivamente il jukebox del mio cuore suonava Chariots of Fire di Vangelis e questa meravigliosa musica mi ha accompagnato per tutto il docufilm, interrotta solamente dalla voce della piccola Eleonora Benetti, quando ha intonato l’Inno di Mameli alla cerimonia di apertura di Torino 2006. É un susseguirsi di testimonianze e immagini storiche emozionanti. Da Cortina 1956, le prime Olimpiadi in diretta televisiva, grazie alla Rai che con i suoi uomini e mezzi a quei tempi all’avanguardia, fece entrare gli sport invernali nelle case degli italiani, portando non solo le emozioni delle gare, bensì innescando un volano che spronò molta gente a praticare a livello amatoriale e agonistico lo sci da discesa, da fondo e altre specialità, portando beneficio a tutto l’arco alpino. Le allegre testimonianze di alcuni atleti, che pur non avendo vinto alcuna medaglia, ricordano con orgoglio l’impegno e il divertimento vissuti in quei giorni completano il capitolo dedicato alla prima Olimpiade invernale italiana. Non poteva non aprirsi una parentesi sulle Olimpiadi di Roma 1960, con le sue infrastrutture: il Villaggio Olimpico, il Palazzetto dello Sport, lo Stadio Flaminio, il Velodromo Olimpico, il Palazzo dello Sport all’EUR e i suoi campioni che hanno contribuito ad ampliare la platea di chi si è avvicinava allo sport, non solo agonisticamente ma soprattutto perché iniziava a capire che sport era sinonimo di salute. La parte dedicata a Torino 2006 è stata quella più ricca di emozioni con i ricordi di Giorgio Rocca, Armin Zöggeler, Giorgio Di Centa e soprattutto degli atleti paralimpici Daila Dameno, che vinse l’argento nello slalom speciale e il bronzo nello slalom gigante, quindi Gianmaria Dal Maistro, ipovedente, intervistato con il suo compagno vedente Tommaso Balasso, oro nel super gigante e argento nello slalom gigante, grandi esempi di campioni di vita. Non potevano mancare le testimonianze delle leggende degli sport invernali come Deborah Compagnoni, Carolina Kostner e quell’Alberto Tomba che il 27 febbraio1988 fece interrompere il Festival di Sanremo per dare spazio alla gara di slalom speciale che gli valse il secondo oro olimpico a Calgary.


Siamo arrivati al 24 giugno 2019 quando la candidata Milano-Cortina è stata designata come sede dei XXV Giochi Olimpici Invernali avendo la meglio su Stoccolma-Åre, vittoria che ha messo in moto subito una macchina per la costruzione e l’adeguamento dei nuovi luoghi simbolo che saranno protagonisti di questa manifestazione e di infrastrutture: la nuova pista da bob di Cortina, lo stadio del salto in Val di Fiemme, la pista Stelvio a Bormio, il Livigno Snow Park, il Villaggio Olimpico e l’Arena Santa Giulia a Milano e non da ultimo l’Acinque Ice Arena di Varese, a cui è stato riservato un ampio spazio, anche se impiegato solo, ma non è poco, per gli allenamenti della squadra olimpica giapponese di pattinaggio artistico, un vero modello di sostenibilità energetica che ha ridotto i consumi del 60% ed in grado di autoprodurre il 30%, di energia, inaugurato il 15 novembre 2022 dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Splendide riprese di Cortina, Val di Fiemme, Bormio e Livigno innevati e sulla “mè Milán” completano questo emozionante docufilm che consiglio di non perdere questa sera, anche se rimarrà sempre disponibile per la visione su Rai Play. Ringrazio l’amico Massimiliano Comparin per avermi invitato a questo evento. Dopo aver sempre vissuto a Buguggiate, da un decennio si è trasferito a Roma e non finirà mai di stupirmi: da scrittore di due bellissimi libri “I cento veli” e “Il male accanto”, che ho recensito su queste pagine, a regista e ora anche produttore. Sempre al top!
Emanuela Trevisan Ghiringhelli
(crediti immagini storiche: fotografie tratte dalla proiezione del docufilm “Neve, Ghiaccio e Gloria”


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