Il film della vita non dà repliche, è solo una prima visione (Celestino Ostini)


Ci sono delle persone che apparentemente entrano nella tua vita per caso e pensi che ci restino giusto il tempo per svolgere il proprio compito. A volte non è così e dopo qualche anno ritrovi per caso quella persona e la scopri completamente diversa da come l’avevi conosciuta.
É il caso di Celestino, sindacalista che aveva seguito mio marito in una vertenza che si era risolta positivamente grazie alla sua tenacia e grande professionalità. Accompagnavo sempre Fulvio agli incontri nel sul ufficio nel cuore della vecchia Biumo e quel signore seduto dietro alla scrivania, distinto, dall’aria simpatica e molto affabile, di qualche anno maggiore di me, mi ha sempre suscitato molta simpatia. Alla buona, sempre sorridente e dalla battuta facile, non sembrava nemmeno un sindacalista se lo paragonavo ai tanti che ho visto passare in azienda nei miei quarant’anni di vita lavorativa. É pur vero che non apparteneva a una di quelle sigle sindacali altisonanti e pompose che andavano per la maggiore nelle RSU aziendali, ma dalla sua aveva una grande competenza che sapeva mettere in campo con molta gentilezza e maestria anche nei casi più difficili.
Terminata quell’esperienza ed anche se nel frattempo mi ero iscritta allo stesso sindacato, del buon Celestino abbiamo perso le tracce, finché circa un annetto fa non mi ha trovata su Facebook, chiedendomi l’amicizia. Ecco, questa prerogativa del social network di Zuckerberg di far ritrovare le persone ormai perse di vista da anni, è l’unica per cui non elimino il mio account, per il resto sappiamo tutti che dal “libro dei volti” globale, abbiamo ben poco da imparare.
Ci scambiamo nuovamente il numero di telefono, ormai andato perso da anni e tra un messaggio e l’altro Celestino, ormai Tino per gli amici, mi parla del suo libro autoprodotto nel giugno 2023, i cui proventi andranno in beneficenza e del quale mi manda anche il PDF di un breve stralcio, che leggo immediatamente.
“La velocità del colore” non solo è il titolo del libro, ma anche di un capitolo e precisamente del PDF che mi ha invitato, un concentrato di ricordi e considerazioni nelle quali tutti i ragazzi nati negli anni ’50 e ’60 si potranno riconoscere. Dopo questa veloce lettura ero particolarmente curiosa di leggere il libro con la copertina che lui stesso ha disegnato, tanti “spegasc” (in dialetto, scarabocchi in italiano) su un foglio a quadretti che nell’insieme le donano una piacevole veste grafica univoca, libro che Tino mi ha portato una domenica di fine novembre.

Celestino Ostini alla presentazione del libro ai microfoni di Radiorizzonti in BLU

Non è un romanzo, non ha un inizio e una fine, una prefazione seguita da sessantantaquattro capitoli che volendo si possono leggere a casaccio, ognuno dei quali raccontano ricordi di una vita semplice ma intensa, piena di quei valori che nel corso degli anni sono sempre di più andati persi dalle nuove generazioni. L’attaccamento alla famiglia, al lavoro, allo sport dilettantistico, fino alla delusione di quegli ideali in cui ha sempre creduto, sono raccolti in duecentocinquanta pagine ben scritte, oserei dire con il cuore e nelle quali molti di noi ragazzi di cui sopra potremmo riconoscerci. Privo di termini anglosassoni, ma con qualche espressione in dialetto lombardo che calza a pennello, viene voglia di leggerlo tutto d’un fiato, non per sapere come andrà a finire, bensì perché ci si sente una sorta di comparsa in questo film che ben ritrae oltre sessant’anni di vita a cavallo di due secoli, una sorta di “noi che….” , quel film citato da Tino nel primo capitolo e che ho scelto come titolo di questo articolo.
Leggendo queste pagine di vita ben scritte e le poesie d’intermezzo, mi è sorto il dubbio che Tino non avesse fatto studi tecnici, bensì umanistici, ma non è andata così, ha solo fatto tesoro degli insegnamenti della miglior maestra: la vita.
A breve ci sarà una ristampa sempre autoprodotta. Purtroppo non si troverà sugli scaffali delle librerie, ma se ho incuriosito qualcuno e volesse leggere “La velocità del colore”, può contattare Celestino Ostini da Saronno tramite la pagina di Facebook o Instagram, oppure inviarmi una mail.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

Un pensiero riguardo “Il film della vita non dà repliche, è solo una prima visione (Celestino Ostini)

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  1. Conosco Tino da una ventina d’anni. Non posso dire di essere un suo grande amico, prima di leggere questo suo scritto non sapevo niente della sua giovinezza, quanti figli avesse eccetera. Lo conoscevo solo come militante della Lega, come me, e sindacalista del SIMPA, al quale per qualche anno sono stato iscritto.

    Leggendo questo libro il sentimento che ho provato e stato il rammarico di non aver frequentato Tino in modo più approfondito.

    Leggendo La velocità del colore, ho scoperto un uomo generoso, umile ma con una grande nobiltà d’animo. Un uomo romantico nel vero senso, che ha inseguito dei sogni,le utopie di poter creare una società più equa da lasciare alle generazioni che ci seguiranno, un progetto da realizzare. Le cose non sono andate purtroppo come sperava( e speravo) ma non si è dato per vinto e continua a battersi.

    Nel libro troviamo storie vissute, da atleta, da lavoratore, da sindacalista, ma anche da padre di famiglia, da allenatore di ciclismo. Troviamo anche profonde riflessioni sulla vita e sui costumi di questa società e poesie di grande bellezza. In viaggio intimo che prende il lettore. Il libro non si può leggere tutto d’un fiato ma ci si deve soffermare a riflettere.

    Consiglio a tutti questa lettura a prescindere dalle idee politiche e dallo stato culturale.

    Aggiungo solo un ringraziamento ad un uomo che può dire d’aver vissuto veramente.

    Con affetto

    Paolo

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