La magia di Marzo, in poesia e musica


Come non accogliere Marzo a braccia aperte! L’aria profuma di primavera, il sottobosco si colora dei primi fiorellini: primule gialle, campanelle bianche ed il blu della scilla del bosco. Anche i davanzali delle finestre iniziano ad adornarsi. Quest’anno voglio salutarlo con una poesia scritta alla fine del ‘800 dalla poetessa statunitense Emily Dickinson, una sorta di lettera metafisica al mese che ha inizio oggi e vuole essere un messaggio di rinascita che arriva direttamente dal cuore. Voglio dedicargli anche una canzone, I giardini di Marzo, la nostalgica e meravigliosa poesia di Mogol, messa in musica e cantata dal grande e indimenticabile Lucio Battisti.

A Marzo

Caro Marzo – Entra –
Come sono felice –
Ti aspettavo da tanto –
Metti giù il Cappello –
Devi aver camminato –
Quanto sei Affannato –
Caro Marzo, come stai tu, e gli Altri –
Hai lasciato bene la Natura –
Oh Marzo, Vieni di sopra con me –
Ho così tanto da raccontare –

Ho avuto la tua Lettera, e gli Uccelli –
Gli Aceri non sapevano che tu stessi arrivando –
L’ho annunciato – come sono diventati Rossi –
Però Marzo, perdonami –
Tutte quelle Colline che mi lasciasti da Colorare –
Non c’era Porpora appropriata –
L’hai portata tutta con te –

Chi bussa? Ecco Aprile –
Chiudi la Porta –
Non voglio essere incalzata –
Sei rimasto via un Anno per tornare
Mentre ero impegnata –
Ma le sciocchezze sembrano così banali
Appena sei arrivato

Che il Biasimo è caro quanto la Lode
e la Lode è semplice come il biasimo.

Benvenuto Marzo!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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