Chi possiede un cuore sensibile e una camicia, deve vendere la sua camicia pur di visitare il lago Maggiore (Marie-Henri Beyle, Stendhal)


Così scrisse ad inizio Ottocento in una lettera alla sorella Pauline il celeberrimo scrittore francese, da sempre affascinato dalla bellezza dei paesaggi italiani, dall’Arte e dalla Cultura del nostro Bel Paese, tanto che volle ambientare due capitoli del suo romanzo più famoso, La certosa di Parma, a Belgirate e dintorni.
Non per mero campanilismo, sono innamorata della sponda lombarda del lago Maggiore, senza nulla togliere alla bellezza di quella piemontese, alle isole Borromee, ai Castelli di Cannero e alle isole di Brissago in terra elvetica.
Adoro Laveno, per il suo golfo sovrastato dal Sasso del Ferro che sembra proteggerlo e il moderno imbarcadero con il via vai di traghetti che la collegano ad Intra come fossero una sorte di cordone ombelicale che sancisce il legame affettivo con la sponda piemontese.


Oltre ad aver dato i natali al grande Renato Pozzetto, che continua a viverci, la scrittrice Greta Bienati vi ha ambientato il suo romanzo Ballata laghera, edito da Pietro Macchione Editore, che nel 2021 ha vinto il premio come miglior romanzo storico alla XIX edizione del Premio Letterario Internazionale Lago Gerundo, organizzato dall’Associazione Culturale “Frontiera” Accademia di Teatro e Musica. La stessa ambientazione dei tre brevi romanzi noir raccolti in Thrillogy di Marco Marcuzzi, pianista e compositore di musica di cinema e teatro, libro edito anch’esso da Macchione Editore.


Sebbene dista solo 18 chilometri dal nostro comune di residenza, sono ormai due anni che non ci concediamo una passeggiata sul lungolago e nel piccolo centro, il cuore di Laveno. L’avevamo trovata molto cambiata, apprezzando anche le moderne architetture delle residenze e hotel edificati alla fine del golfo, a seguito della riqualificazione della zona dell’ex ceramica che si estendono fino al Parco delle Torrazze.
É il mio sogno nel cassetto quello di vivere in una località sul lago Maggiore. Il paesaggio lacustre m’infonde tanta calma e serenità e non potrei chiedere nulla di meglio di poter passeggiare su percorsi tranquilli che mi consentono di ammirare i bellissimi scorci da diverse angolazioni.


Quel giorno mi mi ero divertita a scattare qualche foto durante la nostra passeggiata, dedicando tanti scatti al lago, uno al torrente Boesio in prossimità della sua foce e anche a una nostalgica vetrina di souvenir del lago Maggiore, forse ancora apprezzati dai tanti turisti del nord Europa che amano il lago Verbano e la bellezza di Laveno.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

Lascia un commento

Blog su WordPress.com.

Su ↑