Da oliera a vaso per fiori, il bello di donare una seconda vita agli oggetti.


Si usa ancora fare la lista nozze quando ci si sposa? Spero di no! Nata per aiutare gli invitati al matrimonio e non, a scegliere un regalo gradito alla coppia, nel mio caso si è rivelata anche un modo per riempiere i mobiletti della cucina di oggetti mai utilizzati, ovviamente suggeriti dai titolari del negozio come “indispensabili”. Quando abbiamo traslocato 7 anni fa, abbiamo fatto la prima grande cernita di quelle cose che non era il caso trasportassimo nella nuova casa, ma alcuni oggetti, quelli meno ingombranti, li avevo tenuti pur con la consapevolezza che non li avrei mai utilizzati. Tra questi c’era una set olio e aceto Alessi, firmata dall’architetto e designer Ettore Sottsass, padre, con Perry King e Alberto Leclerc, anche della famosissima macchina da scrivere Olivetti, la rossa Valentine. Non ho mai utilizzato l’oliera, ma mi spiaceva disfarmene e nel contempo mi rammaricava vederlo lì, dimenticato in fondo all’armadietto. Spesso mi chiedevo se gli oggetti hanno un’anima e percepiscono di essere messi in un angolo, quasi non avessero alcun valore di utilità ed affettivo.

Per quanto inutilizzato, sono affezionata a questo oggetto di design, anche se non ricordo chi ce l’abbia regalato e così ho provato a cambiargli l’uso: da oliera a vaso dei fiori. La scorsa estate era un tripudio di bellezza con le calle prima e con le ortensie poi. A Natale ha fatto da centrotavola con rametti di pungitopo ed ora sta celebrando la primavera al centro del runner sul tavolo da pranzo con dei semplici fiori che trovo nel giardinetto condominiale. Prima solo con rametti di Bergenia, nome che deriva dal botanico tedesco Karl August Von Bergen, in tempi passati veniva chiamata anche “Primavera” e “Giuseppina”. Quest’ultimo nomignolo deriva proprio dal periodo in cui viene festeggiata la ricorrenza in onore di San Giuseppe. Per via della sua prima fioritura in occasione della Festa del Papà, la Bergenia è simbolo di fiducia, empatia e amore incondizionato. oltre ad essere associata a valori come la lealtà e l’amicizia. La crescente fioritura del tarassaco, mi ha spinto ad aggiungere anche alcuni soffioni gialli, i bellissimi “girasoli dei prati”, dai tanti significati esoterici, quali speranza, rinascita, cambiamento, crescita personale e libertà. Adoro vederli chiudersi alla sera e riaprirsi con la luce mattutina, particolarità che ha fatto sì che nell’antichità fosse chiamato anche “orologio del pastore”.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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