Io che sono nata nel 1960


Ha giusto sessant’anni questa foto, scattata nel 1963 davanti al mio giocattolo preferito. Non capitava spesso che i miei zii mi portassero a trovare i miei genitori nel loro bar e quelle poche volte che ci mettevo piede, venivo attratta come una calamita del jukebox e cercavo di ascoltare il maggior numero di dischi possibili durante la mia breve permanenza.
All’inizio la mia canzone preferita in assoluto era I Watussi, incisa proprio in quell’anno da Edoardo Vainello che imparai a memoria e cantavo scimmiottando anche il ballo del hully gully.
Man mano che crescevo ascoltavo i successi di Gianni Morandi, Mina, Gino Paoli, Fred Bongusto, Jimmy Fontana, Rita Pavone, Bobby Solo, Domenico Modugno, Gigliola Cinquetti e quando questi dischi venivano sostituiti nel jukebox da altri più recenti, continuavo ad ascoltarli dal giradischi dello zio canticchiando quelle indimenticabili melodie.
Il regalo più bello ricevuto nella mia infanzia fu un mangiadischi, che mi permetteva di ascoltare autonomamente la mia ormai ampia raccolta di 45 giri dismessi dal jukebox. Questo simpatico aggeggio arancione era diventato il mio migliore amico che mi faceva compagnia in ogni momento di svago. Con l’avvento del Festivalbar, ogni anno la mia personale raccolta di dischi aumentava ed ero orgogliosa di poter custodire la colonna sonora di ogni estate.
Nel 1969 finì la pacchia, i miei genitori vendettero il bar e si dedicarono alla ristorazione, dove non c’era posto per il jukebox, anno che coincise anche con il mio ingresso in collegio.
La musica leggera rimase sempre la mia fedele compagna nei momenti di ricreazione, che ascoltavo grazie a una piccola radiolina a transistor rossa della Panasonic che i miei zii mi regalarono per farmi sentire meno sola in quel freddo ambiente dove avrei vissuto per altri cinque anni.
Hit parade, Per voi giovani e Alto gradimento erano le trasmissioni che preferivo, amavo Lucio Battisti e I Pooh, le loro canzoni erano la colonna sonora della mia vita, senza nulla togliere a tutti gli interpreti della meravigliosa musica degli anni ’70.
Non seguo molto i programmi televisivi, ma in questo ultimo mese non ho perso una puntata de I migliori anni per ascoltare tutte quelle canzoni evergreen che mi hanno accompagnato in questi 63 anni e cantate dagli interpreti originali con le chiome ormai imbiancate.
Mi reputo molto fortunata ad aver vissuto la mia infanzia e adolescenza tra gli anni ’60 e ’70, decenni iconici per quanto riguarda la musica e non solo, tempi in cui c’era poco, ma avevamo tutto, quel tutto dato dalle piccole cose che ci facevano felici.
Ma l’emozione più forte me l’ha regalata Il Volo in Tutti per uno dall’Arena di Verona, seguendo le due puntate trasmesse da Canale 5. Ascoltare le magnifiche voci ed interpretazioni di questi tre ragazzi, che sommando la loro età supera a malapena di un decennio la mia, è semplicemente qualcosa di straordinario. Grazie Ragazzi per essere gli ambasciatori della musica italiana nel mondo e sopratutto per farmi venire la pelle d’oca sentendo la colonna sonora della mia vita cantata dalle vostre splendide voci.

Emanuela Trevisan Ghirignhelli

4 pensieri riguardo “Io che sono nata nel 1960

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  1. Sono nato un anno dopo. nel 1964, ed ho un ricordo limpidissimo di quegli anni. Di tutto ciò che riguarda gli anni attuali non mi piace niente. Non mi piace la musica, i film, le automobili, come ci si veste, come si parla,… non mi piace proprio niente.
    Aggiungo, come erano belle le donne negli anni ’70!
    Mi sono volutamente liberaro anche della TV specchio di questa epoca triste e decadente. Adesso mi impediscono anche di fare un giro per Roma con la mia 500F del ’70 amorevolmente restaurata! Cancel culture! Preferirei vivere solo 3 anni negli anni ’70 piuttosto che altri 30 del futuro imminente.

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    1. Condivido al 100% il tuo pensiero. E aggiungo che anche lo sport non è più quello di una volta. Ai nostri tempi lo si faceva solo per passione, ora per diventare una star per poi terminare la “carriera televisiva” sull’isola dei famosi o nella casa del grande fratello. Che tristezza! Buona settimana Fred!

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