Oggi è una piacevole e indimenticabile ricorrenza. Come dimenticare quel giovedì 29 marzo 2018, quando mi sono svegliata per la prima volta in quella che da cinque anni è la nostra casa, una data che non sanciva solo l’inizio di un nuovo capitolo della nostra vita.
Senza che me ne rendessi conto, stava maturando in me una lenta metamorfosi che mi ha portato prima a modificare la visione delle mie priorità della vita, quindi a metterla in pratica.
Dopo aver vissuto per 37 anni in una casa che non mi ha mai trasmesso alcuna sensazione positiva, al punto di considerarla solo un dormitorio, finalmente avevamo trovato quella che ci aveva emozionato sin dal primo momento che abbiamo varcato la soglia per visitarla.
Oltre ad essere a nostra misura, di questa casa ho amato subito i suoi spazi, la sua luminosità, i suoi panorami, la possibilità di poter vedere sorgere il sole, godere dei magnifici colori del tramonto e poter ammirare quella grande tela, che è il cielo, che ogni giorno mi dona un nuovo dipinto naturale.
Grata per il traguardo raggiunto trasferendoci in questa casa, alla soglia dei sessant’anni ho capito a poco a poco di cosa avevo realmente bisogno, prendendo quindi la decisione di andare in pensione anticipatamente con Opzione Donna e dopo un anno e mezzo ho traguardato anche questa ambita meta.





Non mi pareva vero di essermi liberata dallo stress lavorativo, di vivere finalmente nella casa e nel paese che amo e di poter gestire la nostra vita senza più alcun vincolo. La mia gratitudine aumentava di giorno in giorno, soprattutto durante il periodo di lockdown per il Covid, che abbiamo vissuto con serenità grazie alla positività che ci trasmetteva il nostro nido.
Coltivare le mie piante, cucinare e dedicarmi, seppur da autodidatta, alla filosofia Zen mi ha portato a modificare anche il mio stile di vita, che ha permesso di liberarmi di quel pesante fardello di trenta chili di troppo, soprattutto insegnandomi ad ascoltare quei segnali silenziosi che il mio corpo mi inviava.
Ora sono un’altra persona e non solo fisicamente. Ho imparato a riconoscere la vera felicità, non quella effimera, bensì duratura nel tempo, l’importanza della gratitudine e della consapevolezza, quella consapevolezza che mi ha insegnato che oggi è così, ma la vita è una continua metamorfosi e come mutano le stagioni, ci saranno anche giorni difficili, ma imparando l’accettazione sin dalle piccole cose, insieme supereremo anche quelli.
Il primo lustro è trascorso nel migliore dei modi e non possiamo che esserne grati e come nell’antica Roma, quando il lustrum era un rito con cadenza quinquennale volto ad attrarre il favore della divinità, tra cinque anni farò un altro consuntivo di quella che amo definire la mia rinascita, allietata dalla compagnia dei nostri gatti, il canto dei canarini e da quel meraviglioso ecosistema dell’acquario zen, che mi dona quotidianamente rilassanti emozioni.
Emanuela Trevisan Ghiringhelli

Scrivi una risposta a tremaghi Cancella risposta