Felice come un Buddha


É così che mi sento da 665 giorni a questa parte, ovvero da quando sono in pensione anticipata.
Sebbene quel 1° ottobre 2019 mi fossi fatta un sacco di programmi per i mesi successivi, quasi avessi dovuto recuperare il tempo dedicato unicamente a 38 anni di intensa vita lavorativa, il Covid, dopo solo cinque mesi, mi ha fatto fare i conti con delle restrizioni mai vissute nei miei 60 anni di vita.
Giuro che per me non è stata una doccia fredda, ho accettato il lockdown con la consapevolezza dell’emergenza sanitaria, ritenendomi fortunata di vivere in una casa confortevole, che adoro e con degli spazi esterni, due balconi, che mi consentivano di godere delle giornate di sole, creandomi piccoli spazi verdi con erbe aromatiche e piante da fiore che sono diventate mie compagne di vita.
Il lungo periodo d’isolamento, intervallato da sporadici momenti di libertà, mi è stato anche di lezione, insegnandomi a vivere alla giornata e pensando al da farsi giorno dopo giorno senza fare programmi. Anche le condizioni meteo potrebbero sconvolgere qualcosa di pianificato, quindi aspetto l’alba ammirandola in tutta la sua bellezza e secondo il colore del cielo, delle nuvole presenti e degli orizzonti cupi o limpidi, decidiamo come vivere questo nuovo giorno.

Questa tranquillità nell’accettare gli eventi ha giovato soprattutto al mio benessere psicofisico, facendomi sentire sempre felice. Ho imparato che passare del tempo sul balcone, liberando la mente ascoltando il mio respiro e osservando un insetto che sugge il nettare di un fiore, non è sinonimo di oziare, bensì di volersi bene. Lo stesso vale rallentando il tempo impiegato per fare qualsiasi cosa, da leggere un libro, scrivere, accudire ed accarezzare i miei gatti, cucinare o pulire la casa, lavori che fatti in consapevolezza si tramutano in veri gesti d’amore.
Ho appena terminato di leggere Felice come un Buddha di Stefano Bettera, una sorta di ricettario per cucinarsi la propria felicità con otto ingredienti: l’impermanenza, l’unità, l’ascolto profondo, la cura, la generosità, l’impegno gentile, l’essere sempre presente e l’attenzione. Molto piacevole e ben scritto, l’ho letto tutto d’un fiato, realizzando, pagina dopo pagina, che avevo già imparato molti passi per miscelare bene questi otto importanti componenti nella mia quotidianità, ma facendo comunque tesoro dei preziosi consigli suggeriti anche con esempi pratici. Scoprire che la vera felicità è avere il dono della salute, poter condividere ogni momento della mia vita con mio marito, accontentarmi di quello che abbiamo, gioire della compagnia dei nostri gatti e poter vivere nella consapevolezza ogni momento della giornata, è una rivelazione meravigliosa che mi ha fatto capire che ogni istante della mia vita, doloroso o piacevole, è comunque un dono incommensurabile.

La pace è già presente in ogni passo; se camminiamo con questo spirito, a ogni passo ci spunterà un fiore sotto i piedi. I fiori ci sorrideranno davvero, augurandoci buon viaggio.
  Thich Nhat Hanh

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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