Hai la pazienza di aspettare fino a quando il fango si deposita e l’acqua è chiara? (Lao Tzu)

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Ho imparato ad apprezzare queste giornate di gennaio un pò così, all’apparenza uggiose che in realtà mi donano spunti di riflessione.
Mi soffermo spesso ad osservare il cielo e il panorama attorno a me. Le montagne all’orizzonte un momento appaiono velate, poi improvvisamente scompaiono. Le nuvole grigie danzano spostandosi velocemente al ritmo dei vento in quota e come se facessero delle magie, disegnando un lembo di paesaggio che pare uscito da una matita. Penso a quanto sia simile alla vita, che quando meno te l’aspetti ti regala momenti di grigiore che di primo acchito paiono insormontabili e a poco a poco impari ad accettare. Poi improvvisamente appare all’orizzonte un chiarore che purtroppo dura poco, ma sai che non sarà sempre così.


E alla fine ti abitui a vivere circondata da sfumature monocromatiche finché improvvisamente un vento che soffia più forte fa breccia nel grigiore, colora le nuvole e quel disegno a matita si tinge di colori caldi.
Un’altra lezione sull’impermanenza, che tutto cambia e bisogna imparare ad accettare ogni cambiamento della vita.
Osservando questi cieli di giornate apparentemente uggiose, scaccio via i pensieri e ascolto il mio respiro che diventa come un vento che libera la mia mente, donandomi serenità.

Le sensazioni vanno e vengono
Come nuvole nel cielo ventoso.
La mia ancora è il respiro consapevole.
Thich Nhat Hanh

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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