La troppa fame di lettura talvolta mi lascia un peso sullo stomaco


Finalmente ce l’ho fatta, alle 16:40 della vigilia di Natale 2020 e dopo tanti tentativi ho terminato di leggere la pagina 263 di questo libro, che quindi ho chiuso e riposto sullo scaffale.
Sto parlando del romanzo Le mille luci del mattino di Clara Sánchez, che acquistai un paio di anni fa e doveva essere la lettura delle ferie estive. Lo trovai in offerta sullo scaffale di un supermercato, mi colpì il titolo e senza leggerne la trama lo misi nel carrello.
In fondo l’autrice spagnola da anni è una presenza fissa nelle classifiche degli scrittori bestseller e anche se non avevo ancora letto altre sue opere, ero certa che quel libro mi avrebbe entusiasmato.
Certo che se avessi saputo che narrava la storia lavorativa di Emma, un’impiegata di una grande azienda che svela anche le trame nascoste di amori promiscui

dei vari personaggi del consiglio di amministrazione e problematiche di colleghi stressati, il tutto ambientato tra le mura di uffici, sicuramente non l’avrei acquistato.
Quell’estate non riuscii ad andare oltre il primo capitolo. Per quanto sia piacevole e coinvolgente la narrazione della Sánchez, farmi trasportare dalla lettura in un ufficio anche durante il periodo di ferie, era davvero insopportabile.
Tentai altre volte di prendere in mano questo libro, ma per me significava non staccare la spina da quel mondo del lavoro che quotidianamente mi portava a fare i conti con un ambiente e un’attività che detestavo pur essendo talvolta orgogliosa dei miei traguardi raggiunti, anche se quello narrato fosse un ambiente molto diverso e più avvincente della mia realtà.
A fine novembre, dopo i primi 13 mesi di vita da pensionata, ho pensato fosse giunto il momento di riprendere in mano Le mille luci del mattino. L’ho letto a fatica impiegandoci un mese, pensavo di trovarmi in sintonia con una scrittrice dotata della mia stessa sensibilità, ma pur evidenziandone molta è parecchio distante dal mio modo di essere, come conferma un passaggio che mi ha lasciato molto perplessa: “Quando si stanca di contemplare quel cielo che noialtri guardiamo solo a intermittenza perchè, per quanto bello, stanca subito…”.
Amo contemplare il cielo, non solo per ammirarlo ma per le sensazioni che mi trasmette e non potrei mai avere affinità con chi si stanca di guardarlo.
Sicuramente è Emma e non Clara il personaggio con la quale non mi trovo sulla stessa lunghezza d’onda, sta di fatto che questa differenza di emotività e l’ambientazione del romanzo mi hanno portato a una lettura ad oltranza e senza farmi mai prendere dalla trama. Mi è sembrato di tornare ai tempi della scuola quando dovevo leggere qualcosa che non mi piaceva, ma rientrava nel programma didattico e dovevo farlo.
Ho sempre fame di lettura e alla fine sono contenta di averlo letto. Da un romanzo c’è comunque sempre da imparare e di certo l’abilità di Clara Sánchez di indagare nell’intimo delle persone e di muovere sapientemente quei fili che le tiene legate, non può che rendere questa lettura un’esperienza molto positiva.

Buone Feste a tutti!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: