Shoganai e saggezza zen, un binomio per imparare ad accettare il cambiamento.

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Questo 2025 ha deciso di mettermi alla prova facendomi affrontare situazioni difficili già nella prima metà dell’anno. Non mi ha certo fatto sconti, ma non importa, è così che va la vita.
Accetto tutto quanto il conto mi presenta, non posso cambiare questi eventi, è inutile rimuginarci sopra rendendolo un chiodo fisso, quindi anniento quell’ego vorrebbe prevalere su tutto e lascio scorrere.
Non permetto che questi eventi tolgano energie a momenti sereni e alla consapevolezza, non permettendomi di vedere la bellezza intorno a me o di ascoltare quelle melodie della natura che sono musica per l’anima.
Ho finalmente imparato a non pensare al passato e tanto meno al futuro, bensì a confidare che tutto cambia e si aggiusta affrontando le cose con serenità, come recita una proverbio zen che per me è una sorta di mantra:
L’Ego dice: «Quando ogni cosa andrà a posto, troverò la pace»
Lo Spirito dice: «Trova la pace ed ogni cosa andrà a posto»

In Giappone chiamano “shoganai” la forza di accettare tutto ciò che non possiamo cambiare, una sorta di rassegnazione serena per ciò che è stato e riserverà il futuro.
Ma non è solo un concetto orientale quello di non preoccuparsi e di accettare il susseguirsi degli eventi. Già nel IV secolo a. C. il filosofo greco Aristippo, fondatore della scuola cirenaica, scrisse: “Tre cose tengono l’animo quieto e tranquillo: lasciarsi dietro quel che a noi non appartiene; non approfondirsi nelle inutili cose; e non prendersi innanzi tempo travaglio delle cose avvenire, né dopo delle già passate”.
L’esperienza mi ha insegnato che la frenesia e certi concetti della vita occidentale contribuiscono a generare apprensione e sofferenza, rendendoci ciechi e sordi da quelli antichi insegnamenti filosofici che, seguendoli, avrebbero reso una vita migliore.
Non a caso sono riuscita a cambiare il modo di vivere solo quando ho lasciato il mondo del lavoro e grazie agli studi dello zen e alla continua ricerca del contatto con la natura, ho raggiunto quella calma e serenità che non avevo mai conosciuto prima.
Mettendo in armonia il cuore con la mente affronto gli eventi negativi con una sorta di resilienza dolce, cullandoli fino a farli assopire, rendendoli quasi impercettibili e mi ripeto sempre «C’est la vie».
Popolo saggio quello giapponese, che direbbe «Shikata ga nai» ovvero “non si può farci niente, è così che vanno le cose”. Maestri di saggezza capaci di accettare lo scorrere della vita e la sua fugacità, associandola alla bellezza effimera dei ciliegi in fiore.
Lo stesso albero fiorito rappresentato da Alessio, l’autore del bellissimo dipinto che ho scelto come immagine di copertina, dove una geisha osserva i petali di fiori di ciliegio che volano via, un invito a far volar via dalla mente ciò che non possiamo cambiare.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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