L’estate di San Martino dura tre giorni e un pochino (proverbio contadino)


San Martino ha confermato la sua tradizione con una bella giornata dal sapore estivo. Appena sorto il sole, è un vero piacere percepire il suo tepore sulla pelle mentre mi prendo cura delle mie poche piante rimaste e svernare sul balcone.
Ma il regalo più bello che ho trovato sotto il mantello di San Martino sono le fioriture tardive di due fiori tipicamente estivi: la Gazenia e la Dimorphotheca fruticosa, senza contare i tanti piccoli boccioli di primule che hanno fatto capolino sotto le foglie, ma non è dato a sapersi se riusciranno ad aprirsi.

Sin dall’antichità la festa di San Martino era considerata una tra le più importanti ricorrenze dell’anno che precedeva il periodo di penitenza e digiuno per avvicinarsi al Natale. Infatti il 12 novembre aveva inizio la Quaresima di San Martino, dopo che i contadini avevano festeggiato con lauti pasti innaffiati da abbondante vino come fosse una sorta di capodanno.
Alla data del 11 novembre si usava anche fare il trasloco in quanto scadevano i contratti agricoli e di affitto, usanza che ha dato origine al detto “fare San Martino” quando si cambiava casa.
In molte aree cattoliche di Germania, Austria e anche in Alto Adige, si svolge in questo giorno la Laternenumzug, ovvero la processione delle lanterne. Tutti i bambini mascherati e muniti di lanterne artigianali percorrono le vie del paese cantando, preceduti dal Santo in abiti romani e in sella a un cavallo bianco. La sfilata termina davanti al falò con dolci, caldarroste e frutta secca, una tradizione di luce e calore che simboleggia la condivisione e carità nella comunità. Ma c’è un’altra leggenda legata a San Martino, quella legata alla tradizione di mangiare l’oca per questa ricorrenza, diffusa soprattutto in Lombardia, Friuli, Veneto, Romagna e in Germania, Svizzera, Boemia, Svezia e Danimarca. Si narra che San Martino, non volesse diventare vescovo della cittadina francese di Tours e si nascose in un pollaio pieno di oche per sfuggire alla folla che lo acclamava. Queste, spaventate, starnazzarono più del solito, permettendo ai Tourangeaux di scovare il suo nascondiglio.
Questo giorno ha anche un’altra particolarità legata alla numerologia, ovvero é da una data speciale per il ripetersi del 11, un numero maestro che significa nascita, trasformazione, nuovo ciclo e che sommati tra loro danno 22, altro numero maestro che simboleggia il costruire sul nuovo, nuove vite e un nuovo mondo, una lettura esoterica che non può essere che di buon auspicio.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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