Addio sacco viola, arrivano i bidoni colorati di design, ma quanto ci costerà la Tariffa Puntuale di Bacino?


Bei tempi quando gli operatori ecologici giravano per le strade con quei tipici carretti o tricicli da netturbino. Senza fare rumore pulivano quotidianamente i marciapiedi, ricambiavano i saluti con un sorriso e magari si scambiava con loro due parole, o una battuta sul tempo. Nella maggior parte dei condomini i balconi erano muniti di canne di caduta per la pattumiera (ormai rigorosamente vietate) e l’immondizia, una volta stoccata nei seminterrati, veniva esposta per il ritiro negli indistruttibili bidoni in lamiera zincata.
Il latte, così come l’acqua minerale, erano venduti in bottiglia con vetro a rendere, i detersivi per l’igiene della casa e del bucato erano solo in polvere, quindi i rifiuti di plastica e vetro erano quasi inesistenti.
Troppo spesso mi chiedo se il progresso ha avuto sempre e solo risvolti positivi e la risposta che reputo parzialmente plausibile è una citazione dello scrittore austriaco Robert Musil che recita: Ogni progresso è anche un regresso. C’è progresso sempre e solo in un determinato senso. E poiché la vita nel suo complesso non ha senso, nel suo complesso non ha nemmeno progresso.
Una frase senz’altro un pò paradossale ma che fa riflettere, se si pensa che è tratta dal romanzo L’uomo senza qualità, un’opera incompiuta di tre volumi, scritta tra il 1930 e 1932.
Veniamo ai giorni nostri. Il metodo più in voga di pulizia dei marciapiedi è una saltuaria “spolverata” effettuata con rumorosi soffiatori che sollevano nell’aria micropolveri nocive, che si limitano a spostare lo sporco da una parte all’altra, emettendo sgradevoli esalazioni generate dal motore a due tempi.
I cittadini effettuano autonomamente una capillare raccolta differenziata, esponendola nelle apposite aree condominiali o delle case private poste ai lati delle strade, in appositi sacchi colorati o bidoncini che vengono ritirati e svuotati nei nei giorni stabiliti dal gestore di tale servizio e fino a qui nulla da obiettare, tranne che per i costi della tassa sui rifiuti, la cara TARI. Ormai la maggior parte degli imballi per la gestione domestica sono di plastica e questo genere di rifiuto porta a raggiungere un quantitativo di raccolta medio annuo pari a 24,9 chili procapite.
In questi giorni è in distribuzione nel nostro paese un opuscolo che spiega in grandi linee la Tariffa Puntuale di Bacino che partirà dal 1° settembre, ovvero la cosiddetta raccolta differenziata al tempo della sostenibilità ambientale, come viene chiamata da Coinger, l’azienda che si occupa della gestione del servizio rifiuti di Azzate, dove vivo, oltre in altri 21 comuni del Varesotto, per un totale di 45.343 utenze, 2.662 delle quali non domestiche.
Dopo aver letto attentamente l’opuscolo ed essermi ulteriormente documentata guardando il video della conferenza stampa di Coinger per la presentazione del nuovo servizio, risalente a circa un mese fa, sono iniziate le mie elucubrazioni.
Tutto il materiale di raccolta dove conferire i rifiuti saranno dotati di tag Rfid, ovvero un microchip riportante il codice univoco dell’utente e che verranno distribuiti da Coinger, ovvero (per un nucleo familiare di 2 persone) 20 sacchi gialli per la plastica, che ritengo sia una quantità davvero esigua, 10 sacchi verdi per gli indumenti, un bidone da 10 lt per i rifiuti organici, uno da 25 lt. per il vetro, uno da 40 lt. per la carta e uno da 40 lt per il cosiddetto residuo o RUR, ovvero l’indifferenziato dell’ex sacco viola.
Il calendario di raccolta dal 1° settembre prevede una cadenza bisettimanale per l’umido, la plastica e la carta passano da una cadenza quindicinale a una settimanale, come per le restanti vetro e indumenti.
La mia nota dolente riguarda l’indifferenziato, che passa da un ritiro settimanale a quindicinale. Ho due gatti di grossa taglia e ogni settimana smaltisco l’equivalente di 3 piccoli sacchi viola del peso totale di circa 20 Kg di lettiera, quantitativo che raddoppia se consideriamo le due settimane e con un volume ben superiore ai 40 lt del bidone che consegneranno in comodato d’uso. Ma al di là di tutto, il problema maggiore è lo stoccaggio domestico (viviamo in appartamento) in quanto ritengo non sia assolutamente igienico tenere in casa 15 giorni gli escrementi di animali. Decido quindi di inviare un messaggio di posta elettronica all’indirizzo preposto e immediatamente ricevo una risposta automatica che la persona incaricata rientrerà dalle ferie il 17 agosto. A questo punto penso sia meglio telefonare ed espongo il mio problema a una signora, che molto gentilmente e con un certo imbarazzo mi risponde che non hanno preso in considerazione il problema delle lettiere e quindi non era in grado di aiutarmi, consigliandomi tuttavia di inoltrarle il messaggio che l’avrebbe sottoposto alla direzione. Ad oggi non ho ricevuto alcun riscontro.
Sfruttando l’occasione delle telefonata, ho posto altri quesiti. Per i suddetti bidoni, illustrati nella conferenza stampa come impilabili e molto resistenti, non é consentito identificarli con scritte indelebili, quindi quando lo esporrò nell’apposita area condominiale, come posso individuarlo facilmente? E quando nello stesso giorno si esporranno sia bidoni e sacchi o due differenti bidoni, dove si troverà tutto lo spazio necessario senza invadere la sede stradale? Ovviamente questa problematica sarà comune anche agli altri condomini sparsi nel bacino di utenza. La fotografia a corredo di questo articolo, scattata il primo agosto quando alcuni condomini sono già in ferie, rende l’idea di come sarà difficile la gestione in un’area così ristretta.
Ultima domanda: se nella notte precedente al ritiro, qualche buontempone mettesse in un bidone a caso dei rifiuti non consoni, scatta una sanzione amministrativa all’utenza del malcapitato pur non avendo commesso il fatto?
Quesiti ai quali si sono riservati di dare risposta in futuro in quanto trattasi di tematiche non ancora prese in considerazione e soprattutto auspico che verrà spiegato quanto prima come verrà effettuata “la pesata” del rifiuto di ogni utenza che determinerà la tariffa, una volta terminata la fase sperimentale.
Mi sorge spontanea una domanda: ma quanto ci costerà tutto questo? Hanno iniziato ad indorare la pillola sottolineando nell’articolo di Varesenews che i bidoni sono di design e “firmati” da Marco Maggioni, per poi comunicare il costo dell’appalto vinto dal raggruppamento temporaneo d’impresa costituito della società varesina Econord e Iseda, una s.r.l. con sede nell’Agrigentino, pari a € 40.501.936,74 per i primi 7 anni e ulteriori € 14.390.588,06 per gli ulteriori 30 mesi, importi che ovviamente ricadranno sugli utenti del servizio, e, facendo i conti della serva, generano un importo mensile per utenza pari a € 11,00 ai quali andrebbero aggiunti la ripartizione dei costi della gestione dei centri di raccolta, dei sacchi a marchio Coinger e del comodato d’uso dei bidoni.
Prevedo un cospicuo aumento della quota variabile della TARI (che in seguito si chiamerà TARIP), ovvero quella finalizzata alla copertura dei costi di servizio per raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti, che fino ad oggi viene calcolata in base alla quantità di rifiuti prodotti in via presuntiva e stabilita dalle delibere comunali.
Un ultimo punto di riflessione per i cittadini Azzatesi: nell’ultimo consiglio Comunale del 28/07/2022, andato in onda in streaming e tutt’ora disponibile alla visione nel canale YouTube del Comune di Azzate, al minuto 46:43 il consigliere di minoranza Carlo Arioli interviene sottolineando che nel 2022 la TARI è aumentata di circa il 20% e ci sarà un ulteriore aumento nel 2023 pari a circa il 60%, dati non smentiti sia dal sindaco o da altri consiglieri della maggioranza, pertanto una cosa è certa, che questa transizione peserà parecchio nei bilanci familiari.
Nella serata del 1° settembre ci sarà ad Azzate un incontro pubblico con Coinger che spiegherà ai cittadini questa nuova Tariffa Puntuale di Bacino, auspicando che fornirà più informazioni rispetto a quelle degli opuscoli, che sappiano rispondere in modo esaustivo ai vari quesiti e auspicando che nel frattempo valutino un servizio aggiuntivo per il ritiro settimanale delle lettiere, come nel caso dei rifiuti igienico sanitari. Non vorrei mai che quest’ultimo problema possa dissuadere qualcuno ad adottare un gatto o peggio, possa incentivarne l’abbandono.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

2 risposte a "Addio sacco viola, arrivano i bidoni colorati di design, ma quanto ci costerà la Tariffa Puntuale di Bacino?"

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