Pedalando in libertà attorno al lago di Varese


Adoro andare in bicicletta, sentire l’aria sul volto, ammirare il paesaggio che mi scorre attorno, la sensazione di libertà che dona.
Una mite giornata primaverile è un invito ad uscire di casa per assaporare sulla pelle i caldi raggi di sole e non c’è nulla di meglio di una pedalata attorno al nostro piccolo e affascinante lago, un percorso tranquillo, paesaggistico e che infonde molta tranquillità.
La prima uscita dell’anno con le nostre e-bike risale al primo marzo in compagnia di una coppia di amici, Mary e Mauro, che condividono con noi la passione per le due ruote. Anche quel giorno, in verità un pò freddino, avevamo optato per la Ciclabile del Lago di Varese, partendo da Calcinate del Pesce verso Gavirate e una breve sosta per lo spuntino di pranzo al romantico lido di Cazzago Brabbia.

Questa volta siamo partiti nella tarda mattinata dal Santuario della Madonnina di Azzate, percorrendo l’anello al contrario e fermandoci al Lido di Gavirate per gustarci una barretta energetica come pasto e osservando papere, folaghe e cigni che nuotavano indisturbati sul lago.
Mi affascina questo percorso, non è mai lo stesso ogni volta che lo si percorre, cambiano gli scorci e i colori della natura secondo l’avanzare delle stagioni.
Oggi abbiamo pedalato lentamente per ammirare le fioriture del sottobosco, il lungo tappeto bianco disegnato dagli anemoni del bosco nel tratto da Azzate a Bodio Lomnago, per poi passare all’azzurro intenso dei fiori di San Giuseppe, mischiato al giallo delle primule da Biandronno a Bardello.

Dopo la sosta pranzo, alla periferia sud di Gavirate, il percorso della ciclabile attraversa un piccolo borgo di antiche cascine e cortili lombardi dal sapore di una volta poi proseguendo verso Varese abbiamo ammirato strisce di prato di un verde intenso nonostante il lungo periodo di siccità, il bianco dei mandorli in fiore che si mischia con il giallo della forsizia, gli stessi colori delle tante farfalle che abbiamo incontrato lungo i 28 chilometri della ciclopedonale.
Dopo un paio d’ore il giro è terminato e mi spiace non poco scendere dalla mia bici. Non sono stanca, tutt’altro, galvanizzata e felice di aver fatto il pieno di positività in mezzo alla meravigliosa natura primaverile.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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