Il riso conserva sempre l’odore della terra in cui è maturato (proverbio cinese)


La prima volta che ho assaggiato il riso Venere è stata l’estate scorsa a un’apericena con una coppia di amici e mi ha subito conquistato. Il successivo passo inevitabile è stato quello di inserirlo nella mia dieta abbinato a un mix di croccanti verdure trifolate (carote, zucchine e cuori di carciofo), il tutto condito con pesto ligure DOP.
Originario dalla Cina, la leggenda narra che fino ai primi anni del XIX secolo questo riso dai chicchi piccoli, ovoidali dal colore viola scuro, quasi nero, venisse coltivato esclusivamente per il consumo dell’Imperatore e della sua famiglia, in quanto ritenuto ricco di proprietà molto benefiche ed anche altamente afrodisiache al punto di chiamarlo anche riso proibito.
La sua storia italiana è molto recente e precisamente dal 1997, quando il Centro di Ricerca e Sviluppo di SA.PI.SE. di Vercelli creò il Venere, il primo riso nero aromatico italiano, frutto di un lungo e laborioso processo di studi, selezione e incroci (non OMG) e ottenendo questo prodotto originale da una tipica varietà italiana e una nera di origine asiatica, diventando quindi una specie endemica di una piccola zona della Pianura Padana tra le province di Vercelli e di Novara.
É un riso integrale e rispetto al suo equivalente bianco vanta una maggiore concentrazione di antiossidanti, tra cui gli antociani (una sorta di scudo per la salute di cuore e cervello), oltre ad essere maggiormente ricco di fibre, ferro (quattro volte superiore al riso bianco) fosforo, magnesio, selenio, proteine, lipidi vegetali e soprattutto fibra grezza che gli conferisce un basso indice glicemico.
Questo riso dedicato a Venere, dea della bellezza e dell’eros, è una vera fonte di minerali, pigmenti vegetali idrosolubili e fibre in grado di rafforzare il sistema immunitario, dare un piccolo aiuto a chi soffre di ipertensione e anemia, oltre ad essere un valido sostegno per le nostre attività quotidiane.
Buono e delicato, da gustare lentamente grazie alla gommosità dei suoi piccoli chicchi e chiudendo gli occhi assaporo un riso dai profumi della mia antica terra, l’Insubria.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

2 risposte a "Il riso conserva sempre l’odore della terra in cui è maturato (proverbio cinese)"

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  1. Molto interessante, Manu, non lo conoscevo. Provo a cercarlo qui da noi.
    Quali ricette trovi sianoi adatte a questo riso? Grazie ! Augusto

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    1. Lo trovi in qualsiasi supermercato e commercializzato dalla Scotti. Io lo trovo buonissimo abbinato alle verdure, ma anche con gamberetti e zucchine, oppure d’estate sostituendo il riso bianche nelle fresche insalate 😉

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