La notte è silenziosa e nel silenzio si nascondono i sogni (Kahlil Gibran)


Stanotte vi ho sognati ed è stato bellissimo. Da quando siete passati a miglior vita, ogni notte prima di addormentarmi vi penso intensamente, sperando sempre che possiate apparirmi in sogno. Raramente è successo, presenze lontane e sfuocate, quasi non volevate entrare a far parte del cast del mio film onirico.
Invece adesso aravamo lì, noi tre seduti attorno a un tavolo davanti a una tazzina di caffè, mentre sfogliavamo insieme un vecchio album di fotografie, senza dire nulla, o meglio, non ricordo di aver sentito la vostra voce.
Erano i ricordi a parlare per noi, come questa foto scattata il 21 agosto 1960, mentre festeggiavate i miei primi sei mesi di vita, radiosi nel tenerne in braccio quella nipotina che avete accettato nella vostra casa appena dimessa dalla maternità, accolta e accudita come una figlia.
Il mio nome l’hai scelto tu, zia Gina, la mia madrina di battesimo che meglio di nessun altro ti sei sostituita, a turno con zia Nanda, nel difficile ruolo di mamma, curandomi con tanto amore quando non stavo bene, trascorrendo tante notti in bianco accanto al mio lettino.
Sfogliando l’album arrivano le foto di Natale, davanti all’albero decorato con pochi addobbi, tanti mandarini appesi per colorarlo assieme a torroncini e cioccolatini vestiti da angioletto e sotto il quale mi facevate sempre trovare un modesto giocattolo e un libro, nulla di più per non viziarmi.
Che belle le fotografie delle vacanze, quasi tutte in montagna che tu, zio Alfredo, mi hai insegnato ad amare e rispettare, qualcuna scattata a Chiavari, dove mi portavate a trascorrere i mesi più freddi invernali per curare con l’aria del mare le mie frequenti tonsilliti.
Ecco arrivare le foto dei compleanni, una parata di torte con le candeline rosa, dalla prima alla settima, l’ultimo festeggiato insieme, poi della prima comunione e cresima, sempre con voi, solo voi al mio fianco, finché non si sono aperte le porte del collegio, dove voi non avreste mai voluto che andassi, ma purtroppo gli strani casi della vita non hanno potuto evitarlo. Ma i ricordi più belli e indelebili, sono quelli che porto nel cuore, della vostra costante vicinanza anche quando, a 16 anni, sono andata a vivere con i miei genitori, voi eravate sempre presenti, pronti a farmi sentire il grande affetto e a darmi una mano tutte le volte che ne avevo bisogno. Avete accolto Fulvio come un secondo figlio, vi siete spesi per aiutarci ad organizzare il nostro matrimonio e tu, zia Gina mi avevi persino preparato una piccola dote facendo tanti, tanti sacrifici.
Poi purtroppo, chi prima ha fatto sì che le nostre vite s’intrecciassero, vi ha messo nelle condizioni di dover andare a vivere lontano, separandoci proprio negli anni che avrei voluto starvi vicino, esservi d’aiuto, accudirvi e farvi percepire il mio amore infinito per voi. Chissà se nel sogno vi ho ringraziato per tutto quanto aver fatto prima per me poi per noi, insegnandomi ad amare la vita nonostante tutto, perché a volte una sfortuna può tramutarsi in una grande fortuna, quella di avere avuto voi sempre al mio fianco.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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