Non c’è strada che porti alla felicità: la felicità è la strada (Buddha)


Con il passare degli anni ho cambiato il modo di vedere e valutare le cose. Sarà una forma di saggezza dettata dalla consapevolezza che sto invecchiando e mi sto rendendo conto che questa nuova prospettiva è di gran lunga migliore di quella che mi appariva in precedenza.
L’essermi avvicinata alla filosofia Zen e mindfulness ha contribuito in modo determinante a questo cambiamento. Mi ha insegnato ad affrontare la vita con positività, apprezzarne ogni attimo, valorizzare le cose semplici che abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni ma spesso non riusciamo a vedere.
Ormai sono in pensione da due anni e in questo periodo tutto questo si è amplificato ulteriormente al punto di poter affermare di aver trovato la felicità.
Vivo ogni attimo della giornata consapevolmente anche se non è facile essere sempre presente, ascoltando il mio respiro quando passo l’aspirapolvere, lavo i piatti o pulisco la lettiera dei gatti, facendo movimenti lenti che sembrano dilatare il tempo.
Questa concentrazione sul qui e ora, mi fa apprezzare anche le faccende domestiche quotidiane, la felicità di avere sempre la casa pulita. Se qualcuno mi chiedesse che regalo vorrei ricevere il prossimo Natale, risponderei nulla. Non ho alcun desiderio da soddisfare, in quanto ho imparato che non sono le cose materiali, accessori di abbigliamento e gioielli, a rendere felici.
La felicità per me è poter fare colazione in silenzio ammirando l’alba, assistere al repentino cambiamento dei colori del cielo, vedere le nuvole grigie danzare e cambiare forma nel cielo plumbeo, osservare le stelle, passeggiare sentendo il vento che mi accarezza il volto, ascoltare la pioggia, fermarmi al ammirare un panorama, cucinare con lentezza improvvisando nuove pietanze, prendermi tutto il tempo che voglio per leggere un libro, curare e parlare alle mie piante, fotografare, scrivere, colorare i mandala, disegnare, accarezzare i miei gatti, percepire le loro fusa, accudirli e giocare con loro, guardare un film alla televisione seduta sul divano accanto a mio marito tenendoci per mano e soprattutto poter condividere con lui tutto il mio tempo.
Tra i tanti libri che ho letto recentemente, ce n’è uno che mi ha insegnato molto, La via della felicità del Maestro Zen Tetsugen Serra del monastero Enso-ji Il Cerchio di Milano, che fa parte di una raccolta di 21 dispense su mindfulness e meditazione, Itinerari del Corriere della Sera editi nel 2019 da Cairo Editore, che ho iniziato a leggere da circa un anno. In realtà è la seconda volta che leggo questo libro che aiuta a capire che cos’è la felicità, la prima è stata nel 2014 quando l’ho acquistato singolarmente e il titolo era preceduto da Zen 2.0, ma solo in questa rilettura ho fatto tesoro degli insegnamenti, mettendoli in pratica.
E’ un libro che consiglio vivamente a tutte le persone che amano leggere (https://www.ibs.it/zen-20-via-della-felicita-libro-carlo-tetsugen-serra/e/9788860525475), infonde tranquillità e voglia di avvicinarsi alla meditazione per trovare quella pace interiore che aiuta ad affrontare con positività gli alti e bassi che la quotidianità ci riserva. Il senso dei preziosi insegnamenti del Maestro Tetsugen Serra in Zen 2.0 – La via della felicità è riassunto in una frase:  

La differenza tra come le cose ci appaiono 

e come invece sono realmente determina la felicità. 

Buona lettura!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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