Amor, ch’a nullo amato amar perdona (Dante Alighieri)


Oggi ho scomodato il Sommo Poeta scegliendo il verso che meglio rappresenti questi 40 anni di matrimonio. Festeggiamo le nostre nozze di Rubino, senza sfronzoli, noi due soli, a casa, un piatto semplice e tradizionale come i pizzoccheri che racchiude l’essenza degli alpeggi della Valtellina, un caldo strudel che ho preparato dal sapore autunnale con mele, uvetta, castagne e guarnito con panna fresca, l’immancabile brindisi alla nostra salute con dell’ottimo Valdobbiadene DOCG.
Amiamo le cose semplici della vita, quindi il regalo più bello per il nostro anniversario sono questi 14160 giorni da quel fatidico sì, la consapevolezza che non hanno minimamente scalfito il nostro amore, ma l’hanno rinforzato, nonostante le amare sorprese che spesso il destino ci riserva.
Sposa bagnata, sposa fortunata. Conoscevo questo proverbio, ma non credevo colpisse nel segno proprio con me. Infatti quel 26 settembre 1981 sembrava che il buon Dio avesse aperto le cateratte del cielo, ma non mi interessava, non vedevo l’ora di lasciare quella casa in cui, da quando uscita dal collegio, mi sono sentita solo una estranea, di pronunciare qual fatico sì e di iniziare una nuova vita nel nostro piccolo e umile appartamento in affitto, riscaldato solo da una stufa a cherosene.
Quell’abito bianco che non mi piaceva e che aveva demolito il mio sogno di indossarne uno in pizzo San Gallo. Mia madre me ne fece provare uno per togliermi lo sfizio, ma poi scelse, dovendosene farsi carico, quello che costava meno. Uno dei momenti più belli di quel giorno è stata la vestizione, aiutata dalle mie dolcissime zie, Gina e Agnese, madrine di battesimo e cresima, che cercavano di consolarmi dicendo che quell’abito, comunque, mi stava benissimo anche se non mi piacesse. L’auto degli sposi rimediata a costo zero grazie al meccanico di fiducia di Fulvio, in chiesa solo fiori sull’altare, ma avvolta in una magica atmosfera grazie al violino del Maestro Mario Roncuzzi, un regalo di nozze apprezzatissimo e nel contempo molto emozionante, che mi ha fatto piangere sin dal momento che ho varcato la soglia parrocchiale sulle note della marcia nunziale. Terminata la cerimonia via, fino alle Grotte di Valganna per un pranzo semplice con i parenti più stretti, pochi amici e con la pioggia che è stato il leit motiv della giornata, non concedendoci una tregua nemmeno per le poche foto in esterno. Alla fine si è consumata la giornata del nostro matrimonio, felice di condividere la mia vita futura con la persona che, secondo il mio consolidato sesto senso, sicuramente sarebbe stata quella giusta e così è stato. Sarò grata a vita al buon Dio, per vermi ripagato dalla mancanza di affetto dei miei genitori, prima con le cure amorevoli dei miei zii quindi con Fulvio, marito esemplare che in certi momenti si è dovuto anche sostituire alla figura paterna.
Il 26 ottobre, per festeggiare il primo mese di matrimonio, mi ha fatto un regalo, il disco Strada facendo di Claudio Baglioni, una sorta di promessa in musica che si è rivelata tale.

Strada facendo, vedrai
Che non sei più da solo
Strada facendo troverai
Un gancio in mezzo al cielo
E sentirai la strada far battere il tuo cuore
Vedrai più amore, vedrai

Grazie Fulvio per questi meravigliosi 40 anni e di continuare a far battere il mio cuore!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

4 risposte a "Amor, ch’a nullo amato amar perdona (Dante Alighieri)"

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