Se potessimo vedere chiaramente il miracolo di un singolo fiore, l’intera nostra vita cambierebbe (Buddha)


Era un giorno di primavera di tre anni fa, dai vetri della serra del garden vicino a casa penetravano i raggi del sole che illuminavano le piante aromatiche che stavo scegliendo per il nostro balcone. Ero talmente presa dalla loro bellezza e dai profumi che si mescolavano tra di loro, che non mi ero accorta che Fulvio non si trovava nelle vicinanze, finché non l’ho visto sbucare da un’altra serra con in mano un piccolo vasetto con un fiore meraviglioso che non conoscevo. Sapeva benissimo della mia smisurata ammirazione per i girasoli e ha pensato che questa infiorescenza avrebbe sicuramente incontrato i miei gusti, quindi mi ha presentato questo dono con molta dolcezza, un gesto che non dimenticherò mai.
Questa piccola piantina mi ha sempre regalato delle splendide fioriture da primavera inoltrata e per tutta l’estate, ogni anno l’abbiamo rinvasata in un vaso sempre più grande, gesto apprezzato dalla mia gazania, questo è il suo nome, che si è rinvigorita sempre più. Adora il pieno sole, che saluta aprendo le corolle al suo sorgere, che richiude la sera e quando il cielo è nuvoloso, quindi ritengo che abbia trovato il suo habitat ideale sul nostro balcone, che ne riceve i caldi raggi dall’alba alle prime ore del pomeriggio.


Il suo nome botanico è gazania gaertn, che deve in parte a Teodoro Gaza, umanista bizantino che visse nel XV secolo che si dedicò alla traduzione di testi scientifici, in particolare le opere zoologiche di Aristotele e quelle botaniche di Teofrasto, mentre il termine gaertn è l’abbreviazione del botanico tedesco Joseph Gaertner, vissuto nel XVI secolo, che fece un’accurata descrizione della gazenia nel secondo volume della sua opera principale il De Fructibus et Seminibus Plantarum.
L’origine di questa pianta, appartenente al genere delle asteraceae e che nel linguaggio dei fiori simboleggia la ricchezza, è dell’Africa meridionale, ma da anni cresce spontaneamente anche in Oceania, in California e nel Mediterraneo.
Non richiede cure particolari, l’annaffio con regolarità facendo attenzione che non secchi il terriccio, la tengo pulita recidendo gli steli dei fiori secchi e come consuetudine l’accudisco nel mio modo Zen, parlandole e ringraziandola per le continue e copiose fioriture.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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