Il tricolore tinge il cielo d’Europa.


Grazie Ragazzi per questo trofeo, per le notti magiche che ci avete fatto rivivere grazie alla vittoria di una grande squadra formata da 24 ragazzi più due “vecchietti” over 30, che hanno saputo creare soprattutto un affiatato gruppo di amici. Hanno vinto all’insegna dell’amicizia, in primis quella emozionate ed esemplare tra Roberto Mancini e Gianluca Vialli, al quale il Presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ha deciso di conferire il premio Rosa Camuna.
Non è stato un campionato europeo facile, tutt’altro, ma sicuramente dalle prestazioni esemplari da parte di tutti, anche in quelle partite più sofferte dovendo rimontare un risultato negativo.
La finale, giocata in casa dell’avversario, ha evidenziato il grande carattere, mantenendosi lucidi e con il sangue freddo fino ai rigori che hanno deciso il risultato.
Una vittoria meritatissima per la squadra più forte del torneo, che ha esultato per la meritata vittoria emozionando tutto il Paese e gli italiani sparsi per il mondo, senza dare peso all’atteggiamento spregevole degli avversari e dei suoi tifosi.
Popolo strano quello inglese, che non gode affatto della mia simpatia. Delusa dall’atteggiamento del principe William e consorte che non si sono degnati di salutare il nostro Presidente Sergio Mattarella, delle bandiere italiane calpestate e l’inno di Mameli fischiato.
Gli inglesi hanno fatto loro il vessillo che rappresenta la Croce di San Giorgio, rossa su sfondo bianco, che nel 1098 in Turchia, all’epoca delle Crociate, vide i genovesi ribaltare l’esito dello scontro che sfociò con la presa di Antiochia ritenuta inespugnabile. Una leggenda narra che San Giorgio, vissuto nel 200 d.C. in quell’occasione apparve ai crociati cristiani sventolando bandiere con croci rosse in campo bianco.
I regnanti inglesi nel 1190 ottennero dalla Repubblica di Genova l’uso della bandiera per la flotta britannica in cambio di un tributo annuale da pagare, che dopo qualche secolo non venne più onorato, tramutando la concessione in una regalia mai concessa.
Da ieri sera a rappresentare il calcio europeo c’è quel tricolore che il 7 gennaio 1797 venne decretato bandiera dalla Repubblica Cispadana, che oggi sventola da balconi e finestre e vuole essere simbolo della ripartenza di un Paese che non ha nulla da imparare dagli altri popoli europei, ma che si vuole rimboccare le maniche per tornare ad essere la grande Italia, come quella che ieri sera ha alzato la coppa al cielo.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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