L’intenzione consapevole colora e muove ogni cosa (Hsing Yum)


Il primo sole di giugno che invita a una breve passaggiata attorno a casa, dove tutto sembra più bello, illuminato dalla sua luce. Accanto al marciapiede c’è una rivetta con una piccola aiuola che ospita un bellissimo acero rosso dalla forma a ombrello, che cattura sempre la mia attenzione.
Non ho fretta, mi fermo e osservo le sue foglie, alcune verdi, la maggior parte rosse, un capolavoro della natura. Mi viene d’istinto di mettere la testa sotto questo magnifico ombrello naturale e guardare all’insù. I suoi rami disegnano un volto, un ampio sorriso e salendo intravedo la sagoma di un naso, due occhi grandi, le sopracciglia e in mezzo alla fronte fa capolino il sole, quasi volesse rappresentare il terzo occhio, quella ghiandola pineale che sembra trovarsi celata anche nella fiaba di Pinocchio, proprio nel nome del famoso burattino e che rappresenta il suo passaggio dallo stato di burattino a illuminato.
Questo acero che mi sorride mostrandomi anche il suo terzo occhio ha il sapore di un presagio, non un messaggio esoterico, bensì il suggerimento ad avere una maggiore consapevolezza nei confronti della natura e del pianeta.
Nella Giornata Mondiale dell’Ambiente voglio dare questa lettura al mio incontro con l’acero, ritenuto dagli antichi un albero del Bosco Sacro.
Il tema di questa’anno sarà ripristinare gli ecosistemi, invertire la rotta per fermare il degrado degli ambienti naturali. La Giornata 2021 è ospitata dal Pakistan che lancia il progetto “Tsunami di 10 miliardi di alberi” da piantare antro il 2023 e che dovrebbe essere un esempio da seguire anche dagli altri paesi.
Purtroppo la pandemia e i lunghi periodi di lockdown non hanno insegnato nulla a molte persone in materia di educazione ambientale, rispetto e consapevolezza nei confronti del nostro pianeta malato. Basti pensare che accanto alle microplastiche presenti degli oceani, ora troviamo anche grandi quantità di mascherine chirurgiche, ognuna in grado di rilasciare nell’ambiente marino fino a 173mila microfibre al giorno.
Il punto di non ritorno è vicino e solo l’uomo può metterci una pezza per medicare questo ambiente gravemente malato per mano sua. I buoni propositi all’insegna della sostenibilità non vanno scritti solo oggi, ma messi in pratica ogni giorno della nostra vita.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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