La vita è come una commedia: non importa quanto è lunga, ma come è recitata (Lucio Anneo Seneca)


La filosofia Zen mi ha insegnato vivere nel presente, a non focalizzare l’attenzione su quello che sarà il futuro e tanto meno rimuginare il passato, perdendo tempo a pensare alle diverse opzioni che avrebbero potuto cambiare il corso della mia esistenza.
Adoro e mi capita spesso, di rivedere alcune scene della mia infanzia, adolescenza, giovinezza, dai primi anni di matrimonio fino ad oggi, talvolta basta una canzone per evocare un ricordo, come fosse la colonna sonora di un film del quale sono stata sia regista, sceneggiatore e uno degli interpreti principali.
Momenti indimenticabili e indelebili, alcuni brutti e perfino tragici, quando ho perso persone molto care, scene che, rivissute dopo tanti anni, non possono che rafforzare l’affetto per quelle figure che sono state fondamentali ed insostituibili nella mia vita.
Spesso sono i profumi che mi portano a rivedere le commedie in bianco e nero dell’infanzia, ambientate nel piccolo appartamento di Milano dove ho vissuto i primi otto anni della mia vita con quei meravigliosi zii materni che si sono sostituiti ai miei genitori, educandomi e mai viziandomi, trasmettendomi quei valori che mi hanno fatto diventare la persona che sono. Sempre con loro da protagonisti, rivedo il film dell’indimenticabile anno trascorso in Val Leventina, a Piotta, in una comunità che sembrava ritornata indietro nel tempo e che mi aveva insegnato ad apprezzare e amare le cose semplici.
Una serie televisiva racconta i cinque anni di collegio, episodi ambientati in due istituti religiosi diversi, a Monza e a Milano, un’esperienza non del tutto positiva ma comunque una palestra di vita. Solo frammenti di pellicola che mostrano le poche scene delle giornate trascorse nello studio fotografico dello zio Giorgio Casali (Domus), dove imparavo i rudimenti dell’arte fotografica nella speranza di poterne fare una professione, sono gli unici episodi che raccontano della mia adolescenza fino al momento del trasferimento della mia famiglia in provincia di Varese.
I film più belli, a colori e con una colonna sonora da brividi, sono quelli in cui Fulvio è entrato a far parte del cast, affiancandomi nel ruolo di interprete principale, una sorta di colossal che dura da 42 anni e di cui, giorno dopo giorno, stiamo ancora scrivendone la sceneggiatura.
Questa è la mia cineteca personale, catalogata e riposta ordinatamente nel mio cuore, migliaia di cortometraggi che ogni tanto rivedo in momenti di assoluta astrazione dalla realtà e che alla parola fine mi fanno sempre ringraziare la vita per tutti i doni e gli insegnamenti che mi ha riservato, imparando che, in fondo, la felicità non è vincere l’Oscar.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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