Cronaca di un giorno in clausura tra il sacro e il profano


Quando si parla del Borgo di Santa Maria del Monte viene data poca visibilità a un luogo veramente speciale, il Centro di Spiritualità delle Romite Ambrosiane, dove anche chi non sia un fervente cristiano praticante, può trascorrere qualche giorno nell’area adibita alla foresteria del monastero di clausura, cullato dal silenzio e da quella solitudine che invita alla introspezione e meditazione. Potrebbe sembrare un consiglio assurdo in questo tempo di Covid-19, ma la tranquillità e il senso di benessere che trasmettono quel luogo e le suore che possono entrare in contatto con gli ospiti, è un’esperienza davvero rigenerante. Personalmente ho vissuto nove anni fa una giornata all’interno di questo monastero nell’ambito di un’attività che nulla ha a che vedere con la pratica religiosa e proprio per questo evidenzia l’apertura di queste monache nonostante la vita di clausura. In quegli anni ero molto attiva con mio marito come radioamatore, un hobby che permette la sperimentazione radiotecnica oltre al piacere di parlare con colleghi di tutto il mondo. Avevamo voluto e creato un’associazione, Insubria Radio, con l’intento di svolgere la nostra attività dal territorio transfrontaliero dell’Insubria per far conoscere la storia, la cultura, l’arte e tutti quei luoghi poco famosi ma degni di essere portati alla luce e uno di questi fu proprio il Monastero di Clausura delle Romite Ambrosiane. Per l’occasione scrissi un articolo che venne pubblicato nell’ottobre 2012 su Radio Rivista, periodico dell’Associazione Radioamatori Italiani e che ripropongo, depurato dai dai tecnici e rivisto per una lettura adatta non solo ad un pubblico del mondo radiantistico.

Se qualche radioamatore si trovava a passare dal Sacro Monte di Varese la mattina del 27 maggio 2012 verso le 05:00 UTC, sicuramente avrebbe pensato che si stava radunando un team in procinto di partire per qualche isola sperduta nell’oceano, tanta era l’attrezzatura assiepata sul ciglio della strada che conduce al Santuario.
Un gruppo di nove Peter Pan un po’ cresciuti d’età e di stazza stavano per raggiungere la loro “isola che non c’è”, non bagnata da acque cristalline ma immersa nel verde del Parco Regionale del Campo dei Fiori, per un’esperienza che comunque li avrebbe riempiti di tanta soddisfazione per la particolarità del luogo: il Monastero di Clausura delle Romite Ambrosiane.
Non mi sono documentata a riguardo per avere la conferma che questa fosse la prima volta in cui la radio varcasse la soglia di un luogo così ascetico, in ogni caso penso non sia cosa da tutti i giorni.
Come concordato con la Badessa, Madre Matilde, l’ingresso era fissato per le ore 05:15 UTC per poi uscire tutti imsieme dopo le 15:30 UTC e questa regola ha fatto sì che la nostra attività avesse il sapore di una spedizione radiantistica giornaliera, che significava non poter dimenticare nulla, eportare anche l’attrezzatura di scorta, filo, connettori e saldatore per non trovarci sprovveduti in caso di qualche guasto improvviso.
Per me era la terza volta che entravo nel Monastero; la prima è stata quando con Maria Franca Pajetta, amica e ex insegnante del liceo classico Cairoli, ci siamo recate dalla Madre Badessa per proporre questa attività, la seconda quando con mio marito abbiamo fatto un sopralluogo logistico per l’installazione sia delle antenne sia delle due stazioni radioed entrambe le volte non abbiamo potuto che apprezzare l’entusiasmo e l’apertura di queste Suore nel volerci accogliere tra loro con il rumoreggiare delle nostre radio.
Così la mattina del giorno di Pentecoste a varcare quella mistica soglia, con non poca emozione, c’erano, oltre a mio marito, altri sette radioamatori accompagnati per l’occasione da Maria Franca, questa volta in veste ufficiale di Vicepresidente della Consulta Femminile Provinciale di Varese, che ha patrocinato la nostra attività nell’ambito della manifestazione Maggio Donna 2012, atta a promuovere le figure femminili più significative del territorio ed in questo caso le Suore di clausura, affidando a noi questo compito con l’evento chiamato Il percorso di fede del Sacro Monte e le Romite Ambrosiane sulle onde di Insubria Radio. Non restava quindi che installare le due stazioni radio, una per le trasmissioni in telegrafia nel locale a suo tempo adibito ad osservatorio e una per la fonia in un locale del Centro di Spiritualità all’interno del monastero e le rispettive antenne, una posta sull’angusto terrazzino più alto del complesso monastico e una sul terrazzo al piano inferiore rispetto alle sale radio.
In un terzo piccolo locale abbiamo stivato le antenne di scorta e le valigette con altrettante radio pronte per sopperire ad eventuali guasti e rotture.
La grande quantità di radiofrequenza generata dai molti ripetitori commerciali dislocati attorno a noi non ci ha permesso di ascoltare molte stazioni italiane ed europee che rispondevano alle nostre chiamate. Eravamo consapevoli sin dall’inizio di questo handicap, ma abbiamo voluto tentare ugualmente questa avventura, per dare risalto anche al sacro Monte di Varese, dal 2003 patrimonio mondiale dell’Unesco, il più importante percorso di fede mariana dell’Insubria, mantenendo quindi una promessa fatta nel 2011 all’allora Sindaco Attilio Fontana e all’Amministrazione Comunale di Varese.

La cartolina che inviammo a tutti i radioamatori che ci collegarono


Alla fine della giornata contavamo sul nostro quasi 500 collegamenti radio, per la maggior parte effettuati fatti con corrispondenti europei ed anche con un radioamatore dal Giappone.
Le Suore sono state molto ospitali sia nell’accoglienza e facendoci trovare su tavolo del refettorio bottiglie di vino, una soffice dolce colomba e del caffè, nonostante avessimo detto loro che ci saremmo portati dei panini per un pranzo fugace, che è stato come sempre un momento di allegria condiviso tutti assieme durante un momentaneo silenzio radio.
Sicuramente abbiamo creato un po’ di trambusto nel monastero sin dall’inizio delle trasmissioni quando, non proprio sussurrando al microfono, ripetevamo nello spelling della lettera P con l’alfabetico fonetico internazionale, gridando “Papa” e facendole trepidare per nulla!
I telegrafisti sicuramente hanno avuto un maggior appagamento da questa attivazione per aver collezionato il doppio di collegamenti rispetto a quelli in fonia, ma questa giornata è stata indimenticabile per tutti sia per la suggestione del luogo e la squisitezza delle Suore, senza dubbio un’esperienza indimenticabile.
Il momento più emozionante della giornata è stato nel tardo pomeriggio, quando siamo stati ricevuti da Madre Matilde, la Badessa e Madre Raffaella, la Vicaria, nella caratteristica Sala della Roccia dove da dietro la grata si sono intrattenute con noi, facendo domande sull’esito dell’attività e complimentandosi per l’affiatamento del nostro gruppo, apprezzamento che ci ha riempito di gioia (…e lasciatecelo dire, anche d’orgoglio!), perché significa che la forza del nostro Ham Spirit (così è chiamato a livello internazionale lo spirito del radioamatore n.d.r.) è stato percepito anche dalle Suore di clausura.
E non da ultimo i dovuti ringraziamenti: in primis alle Suore per l’ospitalità , alla Consulta Provinciale Femminile che ha patrocinato e sponsorizzato la nostra attivazione offrendoci la stampa delle bellissime cartoline che abbiamo utilizzato per confermare i nostri collegamenti radio ed il Comune di Varese, in particolar modo nella persona dell’Assessore Dott. Carlo Piatti che ha riservato il parcheggio gratuito per l’intera giornata tutte le nostre autovetture… chi conosce il Sacro Monte di Varese capirà il valore di questa concessione!
Edoardo Bennato cantava: «Seconda stella a destra: questo è il cammino e poi dritto fino al mattino. Non ti puoi sbagliare perché quella è l’isola che non c’è».
Quando noi, nove Peter Pan, daremo uno sguardo al cielo in direzione della stella polare, tra le luci che illuminano la montagna sacra sopra Varese, avremo la certezza che lì c’è la nostra isola mistica, che nonostante i disturbi dei ripetitori commerciali, la nostra euforia e spensieratezza che ci contraddistingue, ci ha regalato un indimenticabile giorno di pace e serenità facendoci godere del piacere della Radio in un’altra dimensione!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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