Un nuovo punto vendita al dettaglio in tempo di Covid è come una ventata di primavera.


Ormai da un anno siamo purtroppo abituati a vedere saracinesche abbassate per cessata attività. Il Covid e l’alternanza di periodi di lockdown hanno messo a dura prova i commercianti, molti dei quali si sono visti costretti a gettare la spugna.
Quando nel bel mezzo della terza ondata passi davanti a una vetrina e leggi la scritta “prossima apertura”, non può che essere un’iniezione di positività, come osservare nel cielo un arcobaleno dopo forte temporale.
Nel mio paese di Azzate, alle porte di Varese, stanno per aprire ben due negozi di vendita al dettaglio a pochi metri l’uno dall’altro, una pescheria ed uno di frutta e verdura.
Quest’ultimo mi ha incuriosito notevolmente in quanto sono molto attenta alla provenienza degli alimenti che porto in tavola, quindi ho contattato il titolare, Sig. Alessandro Vigliotta Marsella, che molto gentilmente e brevemente mi ha raccontato la giovane storia della CO.VI.MA Green, nata nel 2015 ad Aquino in provincia di Frosinone, dove coltivano dieci ettari di terreno con ortaggi in ceppo, a foglia, da frutto e semi, per un totale di 22 varietà, prodotti commercializzati dai mercati ortofrutticoli di Aquino, Roma e Milano.

A giugno 2020 la prima svolta per l’azienda frusinate con l’apertura del magazzino a Samarate e la consegna a domicilio anche a lunga distanza, volta a portare al consumatore un prodotto di qualità a minor prezzo, saltando il passaggio degli ortomercati, quindi a dicembre la scommessa di un negozio al dettaglio a San Macario che ha raccolto ampi consensi, al punto di voler espandersi verso Varese e scegliendo Azzate come secondo punto vendita, che aprirà le porte ai primi Clienti giovedì 25 marzo.
Gli ortaggi, di produzione propria, arriveranno sui banchi del negozio nell’arco di 24 ore, grazie alla capillare rete logistica di cui già si serve il mercato ortofrutticolo di Aquino, mentre la frutta, di produzione rigorosamente italiana dei ottima qualità, con arrivi giornalieri dall’ortomercato di Milano.
Le coltivazioni made in Italy sono una prerogativa inderogabile per il Sig. Alessandro che non deroga nemmeno in mancanza dei prodotti. Mi ha portato come esempio un caso dello scorso dicembre, quando nei vari mercati ortofrutticoli si trovavano solo melograni provenienti da Grecia e Turchia, situazione che lo ha portato a rifiutarne la vendita nonostante la grande richiesta per le festività natalizie.
Sono dell’idea che la vocazione di ritornare a fare la spesa nei piccoli negozi stia per ritornare in auge, soprattutto quando si acquistano prodotti di qualità e di sicura provenienza, quindi questa nuova realtà ha tutte le carte in regola per confermare questa tesi.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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