“Il silenzio della natura è in realtà una sinfonia incessante e meravigliosa”


Che bella questa citazione tratta dal libro Shinrin-yoku immergersi nei boschi, scritto dal Dottor Qing Li, uno dei massimi esperti mondiali di medicina forestale, che da oltre trent’anni si occupa del metodo giapponese di immergersi nei boschi e di goderne dei suoi benefici.
Quando sento il bisogno di ascoltare questa meravigliosa sinfonia mi rifugio a Vegonno, una tranquilla frazione di Azzate, dove abito e a un paio di chilometri da casa, dove posso passeggiare immersa nella natura percorrendo la stradina per un tratto asfaltata poi sterrata che forma un anello e dalla quale partono delle diramazioni che raggiungono i paesi limitrofi, bellissimi percorsi che spero di poter percorrere dalla primavera in mountain bike in compagnia di mio marito.


Questo luogo, per me fiabesco, fa parte del progetto delle Piane Viscontee del varesotto, il Luogo del cuore FAI che ho votato, per il quale ho incrociato le dita nell’edizione 2020 e che purtroppo non ha ottenuto il meritato punteggio per ottenere gli aiuti economici per realizzare un itinerario che tocca le zone agricole e boschive più suggestive che caratterizzano il territorio compreso all’interno dei Comuni di Azzate, Brunello, Crosio della Valle, Daverio, Galliate Lombardo, Jerago con Orago, Mornago e Sumirago. Un’area verde che connette il Lago di Varese al Parco del Ticino, un percorso segnalato che si attesti su percorsi gippabili, sentieri, strade bianche, esistenti che devono solo messere “messe a sistema” per essere fruibili a piedi e in bicicletta, nel rispetto dell’ecosistema e delle attività esistenti.
Spero che al di là della pregevole iniziativa del Fondo Ambiente Italiano questo progetto possa realizzarsi perchè abbiamo sempre più bisogno di itinerari dove trascorrere del tempo prezioso in mezzo alla natura, un vero toccasana per la nostra salute psicofisica, la miglior medicina senza controindicazioni. La lunga esperienza maturata in oltre trent’anni di trekking ne è la conferma e leggendo il testo del Dottor Qing Li ho trovato anche i fondamenti scientifici di questa cura naturale. Nel suo libro racconta le sue esperienze di shinrin-yoku nelle tante foreste giapponesi, insegna a coinvolgere i cinque sensi durante le passeggiate, suggerendo un tempo ottimale di 4 ore nelle quali percorrere circa cinque chilometri con un’andatura molto lenta e alla portata di tutti per far innescare la cura preventiva per la nostra salute. Sedersi in prossimità di un corso d’acqua lasciando correre i pensieri e ascoltando solo i rumori della natura, sorseggiando del tè o una tisana portata da casa, passando in rassegna con lo sguardo tutto quanto ci circonda, sfiorando delicatamente le foglie e i tronchi, sentirne il profumo, inspirando quelle sostanze chimiche di origine vegetale del bosco chiamate fitoncidi, che aiutano a potenziare il nostro sistema immunitario.
Cosa chiedere di più anche in tempo di Covid-19!

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

(foto di ©tremaghi)

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