Ada Garibaldi I1MQ, prima YL italiana pioniera del CW


Per molti Radioamatori che mi leggeranno questo articolo è una sorta di déjà-vù, pubblicato originariamente sul numero di maggio 2007 di Radio Rivista, che ora ripropongo per dare il giusto tributo ad una dolce signora, classe 1924, che ha contribuito a scrivere la storia del radiantismo italiano grazie al CW, seconda YL Italiana dopo Lolly Balboani I1BL ma prima operatrice CW.
La sua storia di YL è legata indissolubilmente a suo padre, Giovanni Garibaldi I1GA/I1MQ e da tutti chiamato Nanen, allievo della Scuola per Semaforisti di Varignano nell’anno accademico 1912-1913, sottocapo radiotelegrafista della Regia Marina nel 1915. Du lui scriveva l’amico ed Ufficiale Marconista Attilio I1BAY: “Iniziò le sue trasmissioni con un apparato a scintilla autocostruito… riceveva la telegrafia sul solo soffio della portante, poiché i ricevitori di allora erano privi del circuito eterodina”.
All’inizio le trasmissioni radioamatoriali in CW di papà Giovanni erano per Ada una sorta di piacevole ninna nanna, fino a suscitare in lei molto interesse e divenire a poco a poco una vera passione. Nel 1937, a soli 13 anni, fece i primi QSO in 20 mt. di nascosto dal padre come secondo operatore MQ/YL, scovando il trasmettitore dal forno della cucina a legna dove veniva custodito e nascosto alle autorità militari.
Consapevole della bravura della figlia, Nanen spesso le cedeva il tasto dopo i suoi collegamenti, quindi Ada non dovette più nascondersi da lui ed iniziò ad annotare tutti i suoi QSO su un quaderno, fino al giorno in cui il padre ricompensò questa sua solerzia facendo stampare sulla propria QSL anche il suo nome “op. Ada Garibaldi (YL)”.
Già allora Ada fece i primi QSO con un tale Tullio Ricchetti I1KRT, che divenne in seguito I1UX e quindi I1MM e nell’ingenuità della sua giovane età non avrebbe mai pensato che la telegrafia sarebbe stata anche galeotta.
Dopo qualche anno ebbe inizio una capitolo della vita di Ada che, al di là delle ideologie e dei credo politici, è degna di essere narrata come testimonianza storica.
All’età di 17 anni venne “invitata” dalle autorità (che possedevano un elenco dei telegrafisti dilettanti italiani) a svolgere un servizio nell’Aeronautica Militare presso l’aeroporto di Albenga o presso la stazione meteorologica di Sanremo, quindi fecero iscrivere Ada al corso di marconista presso l’Istituto Tecnico “G. Ruffini” di Imperia. Grazie all’esperienza maturata in radio all’inizio si annoiava dalle trasmissioni troppo lente dell’alfabeto Morse, quindi frequentò la scuola sporadicamente e infine superò l’esame alla velocità di 80 caratteri al minuto, risultando prima nella graduatoria tra 19 allievi, ottenendo il punteggio di 20/20.
Successivamente Ada superò un altro esame a Genova alla presenza di Ufficiali della 1a ZAT di Milano, quindi si stabilì per due mesi nel capoluogo lombardo per un corso di perfezionamento presso la 1a Zona Aerea Territoriale – Comando 1a Squadra Aerea –Direzione delle Telecomunicazioni e dell’Assistenza al Volo, alla fine del quale venne destinata all’aeroporto di Mirafiori Torino. Il distacco da casa a soli 18 anni fu una prova molto dura per Ada, ma nonostante i tanti pianti per la nostalgia della sua famiglia, rimase in servizio fino all’armistizio, firmato l’8 settembre del 1943.
Dall’aprile del 1944 al 25 aprile 1945 svolse servizio nella Repubblica Sociale Italiana come Ausiliaria Marconista presso l’Ispettorato G.N.R. di Frontiera, dove ogni giorno riceveva le notizie in radiotelegrafia dell’Agenzia ANSA che allora trasmetteva da Roma, occupata dalle truppe alleate. Alla fine del conflitto mondiale questo incarico le costò la rasatura a zero dei capelli ed un mese di prigione, condanna lieve, ricordava Ada, se confrontata alla sorte di molte altre camerate che pagarono con la vita.
Siamo nel 1950 ed ottenne finalmente la sua licenza radioamatoriale che le permetteva di uscire con un nominativo tutto suo, quasi un “vanity call” per una persone speciale come lei: I1ADA.
Ritrovò in frequenza I1MM, quel Tullio Ricchetti che quattro anni dopo divenne suo marito. Quando Ada divenne mamma di Giuseppe prima e Anna poi, abbandonando per per molto tempo le trasmissioni in grafia e per questo lungo QRT si dimenticò di rinnovare la licenza radioamatoriale, facendola scadere.
Nel 1965 perse l’amatissimo papà e 4 anni dopo ottenne nuovamente la licenza radioamatoriale con l’esonero da tutti gli esami, richiedendo I1MQ in ricordo del padre.
Purtroppo nel 1991 anche Tullio divenne SK e il tasto le fu molto d’aiuto per superare i momenti più tristi, alleviandole i disagi della solitudine sebbene amatissima dai figli e nipoti.
Nel settembre del 2011 Fulvio ed io incontrammo Ada per la prima e unica volta nella sua casa di Diano Marina dove viveva con i suoi amati gatti. Per me fu molto emozionante incontrarla anche se ormai eravamo diventate amiche e ci sentivamo telefonicamente più volte la settimana. Passammo un piacevole pomeriggio in sua compagnia ascoltando i suoi racconti che già evidenziavano segni di quel Alzheimer che le venne diagnosticato l’anno dopo. Ormai non trasmetteva più ma ci fece visitare comunque il suo shack dove giacevano la radio ed i tasti impolverati. Nonostante il suo QRT definitivo continuava a rinnovare la sua adesione alle Associazioni di cui era onorata di appartenere e delle quali mi mostrò gli attestati: Socia A.R.I. Honour Roll n° 36 e Top Honour Roll n° 1, HM003-AM419 del Italian Naval “Old Rhythmers” Club, A.R.M.I. ed il Marconi Club A.R.I. Loano.


A settembre 2016 ricevetti la triste notizia della sua scomparsa prima dall’amico Maurizio IZ1GJK, quindi dal figlio Beppe che mi comunicò che dal giorno 13 Ada era Silent Key e riposava in compagnia suo amato tasto verticale con il quale ha vissuto in simbiosi per gran parte della sua vita.

73′ Emanuela IZ2ELV

4 risposte a "Ada Garibaldi I1MQ, prima YL italiana pioniera del CW"

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