Una parola gentile può riscaldare tre mesi invernali (Proverbio giapponese)


Ben arrivato inverno dal freddo pungente, dai silenzi ovattati e degli alberi che si mostrano nudi senza alcun pudore, compiendo l’ultimo ciclo della natura in attesa delle nuove vesti primaverili.
Dallo scorso anno non temo più la stagione più fredda, attendo con ansia il solstizio d’inverno e sono felice di celebrare queste ultime giornate più corte dell’anno.
E’ la stagione che prepara alla rinascita primaverile, che m’invita a quei tanti momenti di introspezione che mi aiutano a capire cosa posso cambiare nella mia vita per continuare a vivere felice. Quella felicità che non è fatta di cose effimere, ma di accettazione e di sublimazione di tutto ciò che mi circonda e mi arricchisce ogni giorno facendomi stare bene.
L’inverno che assopisce i miei pensieri coprendoli con una leggera coltre di neve che mi aiuta a far emergere la bellezza in ciò che mi circonda, a guardarmi attorno con altri occhi, quelli che osservano ma non giudicano, che esaltano la semplicità e sono capaci di vedere qualcosa di meraviglioso anche in una cupa giornata uggiosa.
L’inverno che nel caldo della delle mure domestiche mi fa assaporare quelle cose semplici della vita che mi rendono felice ogni giorno, come condividere tutto il mio tempo con mio marito, tenere in ordine la casa, coccolare i miei gatti, meditare, leggere libri, aggiornare il blog o manoscrivere i miei pensieri sul Moleskine che mi evoca Ernest Hemingway e Bruce Chatwin, scattare quelle foto che trasmettono forti emozioni come ritrarre il gregge che ho incontrato nei prati attorno al lago in una giornata piovosa.
Anche in tempo di Covid e lockdown natalizio vivo questi primi giorni di inverno con positività, senza dannarmi l’anima per quelle restrizioni che non pongono limiti alla mia felicità… per essere felici basta poco e quel poco, che per me è molto, mi sta attorno tutti i giorni e se riesco anche ad emozionarmi per un alba, un tramonto e un cielo terso stellato, allora non posso chiedere di più.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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