Quei cardinali che non sono più punti di riferimento. O lo sono mai stati?


Transito spesso davanti a questa piccola vecchia cascina ristrutturata e resto sempre affascinata dalle parole di Gesù tratte dal Vangelo secondo Giovanni e da quella ruota, penso non messa lì a caso ma come simbolo divino. Sono cristiana e questa sorta di quadro dallo sfondo naturale e nel contempo mistico mi suscita la stessa emozione di quando entro in una chiesa vuota per raccogliermi in preghiera e per ammirarne gli affreschi e le opere sacre.
Prego ogni giorno ma non vado a messa. Mettiamola così, ne ho già ascoltate a sufficienza durante i cinque anni di collegio dove eravamo obbligate ad andarci ogni giorno da quelle suore che non erano di sicuro un esempio di carità cristiana e misericordia.
E’ vero, non bisogna fare di ogni erba un fascio e riconosco di aver incontrato anche religiose degne dell’abito che indossano, grandi donne come le monache Romite Ambrosiane del monastero di Santa Maria del Monte (Varese) e Suor Maria Thoma, la mia prima insegnante di tedesco della scuola germanica di Milano e che ha avuto un ruolo fondamentale per l’apprendimento di quella che reputo la mia seconda lingua madre, una sorta di legame affettivo nei confronti della mia nonna materna che non ho mai conosciuto.
Negli ultimi anni mi capitava talvolta di andare a messa, ma ne uscivo sempre infastidita sia da quelle omelie dal tono sempre più politico e da certi personaggi che vedevo in fila per l’eucarestia, classici esempi di sepolcri imbiancati. Ho accettato anche di fare da madrina a una cresima, una cerimonia che mi è parsa più una bolgia, una sfilata di moda e di tanta ipocrisia, nulla di paragonabile a quel sacramento che ho ricevuto nel lontano 1968.
Penso che ormai la chiesa in questo ventunesimo secolo stia toccando il fondo e per sua stessa mano. A partire dal 2002 con l’inchiesta del quotidiano americano The Boston Globe, che gli valse il premio Pulitzer e diede il via a numerose indagini sui casi di pedofilia a seguito delle accuse mosse al cardinale Bernard Francis Law per aver insabbiato molti abusi sessuali a carico di minori perpetrati in diverse parrocchie. Questa vicenda nel 2015 divenne anche un film, Il caso Spotlight (Spotlight) diretto da Tom McCarthy, che l’anno seguente vinse anche due Oscar e passato un pò in sordina sui palinsesti nazionali (è stato mai replicato?) forse per pressioni dalla Santa Sede.
Il 2 aprile 2005 la chiesa ha perso quello che reputo sia stato il più grande Pontefice, quel Karol Józef Wojtyła che visse da uomo laico un periodo molto difficile prima di entrare in seminario all’età di 22 anni e diede vita alle Giornate Mondiali della Gioventù, avvicinando al cristianesimo molti scettici grazie al suo carisma.
Le parole pronunciate da Papa Francesco a settembre dello scorso anno, quando consigliava ai cristiani di non farsi attrarre da i beni materiali e apostrofando il denaro come sterco del demonio, suonano fuori luogo in questi giorni che stanno venendo alla luce gli affari milionari del cardinale Becciu anche se non è il solo a far gridare allo scandalo nei palazzi Vaticani.
Già nel 2015 il libro Via Crucis di Gianluigi Nuzzi confermava che l’attico di 700 metri quadri nel Palazzo San Carlo di proprietà del cardinale Tarcisio Bertone non era di sicuro un’eccezione, bensì uno dei tanti appartamenti in residenze storiche da favola e di poco più piccoli (dai 400 ai 600 mq) dove i porporati vivono da soli o assistiti da qualche suora missionaria, oppure una collaboratrice domestica spesso o proveniente da un paese in via di sviluppo, che mi suona un pò come un modo per salvarsi l’anima facendo del bene a chi non avrebbe trovato un lavoro nella sua terra d’origine.
Ammetto la mia ignoranza, non so chi abbia istituito questa pasciuta gerarchia cattolica, sicuramente poco o nulla hanno a che spartire con gli apostoli che abbiamo conosciuto nelle sacre scritture. Dubito che Gesù Cristo sia contento di vedere così tante papaline con un grosso anello d’oro al dito adornato da pietre preziose… la fedeltà alla chiesa la si può dimostrare in altri modi.
Penso che anche lo IOR e le tante residenze fiabesche dei porporati che non ospitano alcuno degli ultimi rientri nei suoi disegni divini, ma vedo molta analogia con un passaggio del Vangelo di Matteo 23, 1-12:


Allora Gesù si rivolse alle folle e ai suoi discepoli dicendo: “Sulla cattedra di Mosè si sono assisi gli scribi e i farisei. Fate e osservate ciò che vi dicono, ma non quello che fanno. Poiché dicono ma non fanno. Legano infatti pesi opprimenti, difficili a portarsi, e li impongono sulle spalle degli uomini; ma essi non li vogliono muovere neppure con un dito…”

Sto camminando su un asse d’equilibrio, da una parte c’è quel cristianesimo che mi ha battezzato, cresimato e sposato, Dall’altra quella filosofia Zen che mi ha insegnato a vivere accettando il prossimo senza giudicare anche se oggi l’ho fatto.
In fondo la trasgressione fa parte della vita… ne è d’esempio anche la chiesa.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

Una risposta a "Quei cardinali che non sono più punti di riferimento. O lo sono mai stati?"

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  1. Ahi quanto sarebbe arduo e duro il risponderti provocato dai moti dell’anima, e della ragione, evocati dalle tue parole … Non lo faro’.
    Ma ti propongo un pensiero, originato in terra di missione, di fronte a azioni concrete di suore del tipo che tu ricordi positivamente. Ecco la storiella.
    Io le dissi “Il denaro e’ sterco di satana!” Lei sorrise e rispose: “Dallo a me, che e’ un concime potente nel mio orticello per coltivare il Bene” E in quell’istante compresi che era vero, eccome, guardando lei e la sua vita.
    E compresi che il denaro non e’ un soggetto capace di azione autonoma, ma un oggetto: uno strumento nelle mani di chi agisce, e sua e’ la colpa, non del denaro.
    Un abbraccio

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