Nulla di nuovo sotto il sole


Quando un amico pubblica la sua opera prima, la curiosità di leggerla non ha solo un valore affettivo. Sinceramente se questo libro non fosse stato scritto da Claudio, non avrebbe mai catturato la mia attenzione. Non ho mai amato leggere testi di storia, invece La Novalesa – Nihil sub sole novum, che è il frutto di un anno sabbatico che l’autore ha trascorso per rigenerarsi nell’abbazia benedettina che dà il titolo a questo libro di 195 pagine, mi ha conquistata.
Chapeau a Claudio Bollentini per la minuziosa ricerca storica dei 1293 anni della Novalesa e per aver tessuto una tela perfetta, che si presenta come un quadro ricco di interessanti particolari.
La narrazione è simile ad un romanzo d’altri tempi e questo modo di esprimersi, a tratti come se autore avesse vissuto i fatti descritti, fa sì che il testo storico non annoia il lettore, ma al contrario, si sente piacevolmente coinvolto nella letteratura narrata nei 49 capitoli o frammenti come vengono chiamati nel testo.
Dall’antefatto di questo libro, Bollentini fa emergere un possibile fil rouge che lega la Novalesa a Varese, ovvero quel San Vittore, tra i più venerati del nostro territorio e patrono della città, che contribuì alla rinascita dell’abbazia novaciliense dopo la sua distruzione per mano dei Saraceni.
Questa storia religiosa del medioevo, con le lodi in latino e le brevi letture dell’Antico Testamento sapientemente inserite nel saggio, invoglia il lettore a recarsi in alta Val Cenischia per visitare quei luoghi tanto ben narrati al punto da renderli quasi familiari.
Lo scrittore Claudio Bollentini ha sorpreso tutti con la sua opera prima, perchè chi lo conosce, si sarebbe aspettato un tema diverso più consono alla sua figura di esperto in comunicazione, quella che è emersa nel suo secondo libro, Spin doctor. L’ingenuità perduta, un romanzo ambientato dietro le quinte della politica tra la prima e seconda Repubblica, ma fornisce anche un vademecum per chi vuole capire chi sono gli spin doctor, come lavorano e come magari diventarlo. Uno strumento per riflettere sulle nuove frontiere della comunicazione e un’opportunità per comprendere meglio un settore centrale dell’attività pubblica e politica.
Ma il poliedrico Claudio ha continuato a stupire, pubblicando nel bel mezzo del lockdown il suo terzo lavoro in formato e-book, perchè la cultura non doveva fermarsi in tempo di Covid-19.
La ragazza di Belgrado, ambientato nella Milano che gli ha dato i natali, ha come protagonista Carlo Valentini, un affascinante scrittore e professore universitario di mezza età. Al di fuori del lavoro, la sua vita si dipana lentamente e stancamente tra la casa in cui convive da decenni con una compagna che ora non ama più e banali passatempi. La quotidianità si è trasformata anno dopo anno in un insopportabile e vacuo fardello di noia e di attività monotone, finché un incontro casuale quanto improbabile, scatena in lui una irrefrenabile voglia di rivincita e di ritorno. La freschezza e la spontaneità della ragazza sono un fulmine a ciel sereno, una miccia che accende in Carlo antichi bagliori di vita mentre Gloria sta al gioco e non per lavoro, ma perché è attratta da un uomo a suo dire unico, diverso dalle sue solite squallide frequentazioni. Per Carlo è il momento finalmente di ritrovare gli stimoli, le idee e la voglia di ricominciare a scrivere e per Gloria è l’occasione propizia per riflettere e decidere di voltare pagina per rifarsi una vita. Da una parte l’intellettuale con lo sguardo magnetico, la parola giusta al momento giusto, maledettamente attraente nella sua ostentata maturità e dall’altra la sensualità e la prorompente voglia di vivere della ventenne prostituta di Belgrado, trovano la sintesi perfetta in un fugace amore impossibile.
Da ultimo e solo per ordine cronologico, Bollentini ha scritto Ragione e paradosso, 15 pagine in formato Kindle, una raccolta di brevi riflessioni e spunti per una ricerca spirituale, un saggio per chi desidera suggerimenti da riflessioni di filosofia e teologia, frutto delle esperienze che Claudio ha maturato durante l’anno sabbatico trascorso alla Novalesa e dei suoi attuali e frequenti soggiorni all’Abbazia.

Se vi ho incuriosito, come spero, potrete trovare tutte le opere di Claudio Bollentini su Amazon.

Emanuela Trevisan Ghiringhelli

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