Dalla teoria alla pratica, a lezione da Giovanni I1UJX


La nostra amicizia con Giovanni nacque in un modo un po’ anomalo quando nel 2005 ci regalò un’antenna verticale multibanda per la nostra attività in portatile. Potrebbe sembrare un gesto da vero Gentleman Radioamatore se non fosse che non ci conosceva e nemmeno ci eravamo mai collegati in radio, ma lo fece solo grazie all’amico comune Beppe IK2WXV che gli parlò di noi.
Un pensiero gentile e generoso così insolito ai giorni nostri, che ci spinse a volerlo incontrare per ringraziarlo personalmente, così organizzammo di andarlo a trovare nella sua casa di Tornaco nella campagna novarese.
Trovammo una persona squisita, molto disponibile e soprattutto una fonte inesauribile di consigli tecnici ed insegnamenti; dopo pochi minuti sembrava fossimo amici di vecchia data e da quel primo incontro, le nostre visite si fecero sempre sempre più frequenti.
I pomeriggi trascorsi da Giovanni erano una sorta di full immersion di nozioni di tecnica e elettronica, ascoltando le sue spiegazioni che spesso terminavano con una dimostrazione pratica della validità dei suoi concetti.
La sua mitica antenna aveva un peso molto ridotto di circa 3 Kg., risuonava dai 28 ai 7,1 Mhz. e anche nella banda dei 6 metri, si montava facilmente e aveva fatto la felicità di molti attivatori di countries o IOTA rari, nonché di chi, come noi, si divertiva ad attivare castelli, laghi o quant’altro possa offrire l’attività in portatile. Era un’antenna perfetta con il suo ROS di 1:1 su tutte le bande, reggeva ore ed ore di incessante attività senza dare mai alcun problema e in qualsiasi condizione meteo, anche se Giovanni ne sconsigliava l’uso in caso di pioggia battente.
I1UJX era un grande progettista di antenne e soprattutto era molto meticoloso e puntiglioso nel voler ottenere i risultati che la fisica e la matematica gli garantivano sulla carta.
Quasi non si fidasse della componentistica che acquistava, prima di impiegarla ne misura tutti i valori con i suoi sofisticati strumenti e scartava tutti i pezzi che non soddisfavano le sue aspettative. Spesso ci capitava di vedere accantonati in un angolo del suo garage-laboratorio toroidi nuovi che non riteneva idonei per il loro utilizzo, oppure supporti per bobine che superavano anche solo di pochissimo il valore pF da lui progettato e che quindi scartava.
Quando, nella mia inesperienza, mi azzardavo a dire: “Ma dai Giovanni, non dirmi che una così insignificante differenza ne comprometterebbe la resa!” prontamente mi consegnava foglio, penna ed una calcolatrice e, rammentandomi spesso la formula, m’induceva a fare tutti i calcoli finché realizzassi che la matematica gli dava sempre ragione.
Nel suo laboratorio c’erano sofisticate apparecchiature elettroniche per il controllo strumentale di tutte le antenne che costruiva: analizzatori d’antenna, un LCR-meter digitale per la misurazione di induttanze, capacità, resistenze e fattore di dissipazione su una singola banda, analizzatore di spettro, un’oscilloscopio digitale da 500 MHz ed uno analogico da 100 Mhz, un misuratore di campo, frequenzimetri digitali di varie portate fino a 1,3 GHz, un capacimetro, un Grip Dip, un ponte RCLDQ ed infine “il fiore all’occhiello” degli strumenti, un Q-meter HP per progettare le trappole e verificare il guadagno di tutte le bobine, un misuratore irreperibile in Europa e trovato in California grazie all’aiuto di un suo amico, Luca IK5HHA.
Giovanni è stato per me un ottimo maestro, che con la pratica mi ha fatto capire le varie teorie che avevo studiato sui libri per prepararmi all’esame per conseguire la patente di radioamatore. Intuiva immediatamente la mia perplessità quando vedevo i suoi strumenti, dei quale avevo sentito parlare durante il corso di radiotecnica ma non avevo mai avuto l’occasione di “vederli all’opera”, così Giovanni, sempre molto pazientemente, si prodigava per dimostrarmi come lavorassero.
Grazie a queste lezioni pratiche dei molteplici controlli ai quali sottoponeva tutta la componentistica, mi rendevo conto che le sue antenne raggiungevano la massima efficienza perché nulla era lasciato al caso.
La sua ultima “creaura” fu un box per l’antenna verticale 7 Più della Eco che consentiva di utilizzare 1,5 KW di potenza.
Negli ultimi anni della sua vita si stava dedicando ad un nuovo grande ed interessante progetto: la costruzione di filtri. Aveva realizzato alcuni prototipi per diverse bande con risultati molto soddisfacenti e con perdite inesistenti di dB, ma non avendo trovato la componentistica ottimale per la loro realizzazione non ha potuto concretizzarne la realizzazione che avrebbe fatto la gioia dei team multioperatore nelle DXpeditions. MI aveva chiesto trovargli sul mercato americano dei particolari condensatori in Mica argentata dello stesso tipo usati da Dunestar, ma purtroppo la ricerca è stata vana.
Nell’agosto 2009 passò SK, lasciando tanti indelebili ricordi ai molti OM che l’hanno conosciuto o hanno avuto tante soddisfazioni grazie alle sue antenne.
Per me è stato molto di più, un amico e soprattutto un grande Maestro che è riuscito a far sì che la radiotecnica non fosse solo un’ostica materia, ma un mondo affascinante da sperimentare e soprattutto a farmi sentire un vero radioamatore.
Con l’amico Maurizio IZ1CRR decidemmo di dedicargli il blog I1UJX MEMORIES, dove abbiamo raccolto le testimonianze di chi l’ha conosciuto e apprezzato.

Emanuela Trevisan IZ2ELV

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Blog su WordPress.com.

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: