Il primo QSO è come il primo amore, non si scorda mai


Fulvio ed io siamo nel mondo della radio da circa trent’anni. Dopo una breve esperienza nella Banda Cittadina, decidemmo di fare il grande salto iscrivendoci ai corsi per radioamatori che si tenevano a Varese. Passammo gli esami di radiotecnica ma non quelli di telegrafia, pertanto ci guadagnammo il lasciapassare solo per le bande dei 2 metri e superiori. Le nostre prime licenze radioamatoriali risalgono al 1996, quando mi venne assegnato il nominativo IW2MCN e al mio consorte IW2MCO, particolarità che ci fece guadagnare dagli amici l’appellativo di famiglia MC.
Presto Fulvio fece un semplice impianto in auto per poter utilizzare il trx portatile bibanda, un Kenwood TH-79, installando un’antenna veicolare mezz’onda per i 144 Mhz e costruendo un impianto vivavoce, attivato da un commutatore posto sulla leva del cambio che azionava il PTT del mike attaccato all’aletta parasole, consentendomi di guidare in tutta sicurezza con entrambe le mani sul volante.
Durante i pur brevi tragitti per recarmi al lavoro mi sintonizzavo sui 145.612,5 Mhz, frequenza del mitico ripetitore Zero Alfa della Valsesia, dove c’era sempre una corposa ruota di OM della zona di Novara dintorni. Era molto piacevole ascoltare quei QSO, soprattutto perchè si capiva che tutti erano amici, sempre pronti ad aiutarsi l’un con l’altro, a darsi consigli ed a volte, si prefissavano degli sked in un bar della zona per un cappuccino, un caffè o un aperitivo. Avevo imparato a riconoscere le voci, quella di Piero IK1YEV, Piergiacomo IW2LCA, Beppe IK2WXV, Florindo IW1EBH, Gino IW1CRR, Gianni IK1MAP, Gianmario IW1ERO e l’accento sardo di Gianfranco IK1NJH (sk).
Spesso mi veniva la tentazione di bussare al QSO, ma il panico da microfono ed un pò di timidezza di esordire in una ruota tutta maschile, mi facevano sempre desistere.
Quando accendevo la radio attorno alle 07:20, la prima voce che ascoltavo era sempre quella bonacciona di Giuseppe che spesso si presentava in frequenza come il nonno: “I1XOX chiama e ascolta Zero Alfa Valsesia” e da lì a poco si affacciavano tutte le solite voci alle quale avevo già assegnato nell’immaginario un volto e fisionomia. Arrivò presto la mattina che nessuno rispose alla chiamata di I1XOX, così mi feci coraggio e pigiai il PTT, emozionata per la consapevolezza di mandare la mia voce nell’etere per la prima volta.
Era il 23 aprile 1996, 06:30 UTC quando feci il primo QSO con il nonno Giuseppe I1XOX.
Continuai per anni a frequentare sempre più assiduamente quel ripetitore e partecipammo anche ad un paio di incontri con le gambe sotto il tavolo in tipiche trattorie del novarese, dove ebbi modo di conoscere chi mi aveva tenuto a battesimo. Il primo QSO per un radioamatore è come il primo amore, non si scorda mai e fu davvero emozionante incontrare il mio padrino, che nelle fattezze mi ricordava nonno Antonio.
Giuseppe era anche un famoso poeta dialettale novarese e ci regalò alcuni libretti con le raccolte delle sue poesie, racconti in rima della sua infanzia, giovinezza, fino alla vita di tutti i giorni da autista di autobus delle autolinee di Novara fino alla pensione.
Dal 2007 Giuseppe è SK e venni a conoscenza della sua scomparsa l’anno dopo, cosa che ci ha lasciato il grande rammarico di non averlo potuto accompagnare nel suo ultimo viaggio.

Voglio ricordarlo con la sua poesia più celeberrima che scrisse dedicandola al hobby che aveva tanto amato.

IL RADIOAMATORE
Il radioamatore che parla ogni sera per portare amore anche oltre frontiera.
La sua voce leggera, come l’ape sul fiore, sembra una preghiera che scende nel cuore.
Vola il suo saluto sulle ali del vento, ma rimane muto, quasi sgomento: una voce smarrita gli par udire, “salvate la mia vita, sto per morire”.
Raccoglie l’invito il radioamatore, dal cuore ferito da tanto dolore.
Il radioamatore porta lontano una catena d’amore per l’essere umano.
La voce ogni sera, del vero radioamatore, ha per bandiera sol parole d’amore.

Ciao Giuseppone I1XOX, ti ricordiamo sempre con grande affetto!

73′ de IZ2ELV Emanuela e IZ2EXA Fulvio…. tu non lo sai, ma alla fine siamo riusciti anche a superare l’esame di telegrafia!

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